UNA CENA CHE DIVENTA FUTURO: A LIVIGNO LA COMUNITÀ SI METTE A TAVOLA PER L'INCLUSIONE

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UNA CENA CHE DIVENTA FUTURO: A LIVIGNO LA COMUNITÀ SI METTE A TAVOLA PER L'INCLUSIONE

Lun, 05/10/2026 - 16:12
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Livigno, 2 ottobre 2026.

Ci sono serate che finiscono quando si spengono le luci e si sparecchiano i tavoli. E poi ce ne sono altre che, proprio quando terminano, cominciano a lasciare qualcosa. La Cena Sociale 2026 della Cooperativa Sociale L'Impronta, ospitata dal ristorante LacSalin di Livigno, è stata una di queste.

Circa 150 persone della comunità, insieme a 20 collaboratori e volontari, hanno risposto all'invito a sostenere un'idea precisa: offrire ai ragazzi con fragilità strumenti, esperienze e opportunità per conquistare, passo dopo passo, la propria autonomia. Il ricavato è destinato ai progetti "Palestre di autonomia", percorsi che accompagnano i ragazzi verso una vita abitativa sempre più autonoma, attraverso esperienze concrete in cui imparare, sperimentare, sbagliare, riprovare e diventare protagonisti delle proprie scelte.

A rendere ancora più significativa la serata è stato il gesto di Rebecca Giacomelli, proprietaria del LacSalin, che insieme alla sua famiglia ha donato l'intero ricavato della cena, 5.600 euro, ai progetti della Cooperativa.

Il sindaco Remo Galli, intervenuto durante la serata, ha espresso apprezzamento per il lavoro della Cooperativa e sottolineato l'importanza di una comunità e di un'amministrazione attente ai bisogni sociali emergenti. Massimo Bevilacqua ha dato voce e atmosfera all'evento con il suo Boscoverso, un intreccio di canzoni e racconti su comunità, inclusione e cooperazione.

Una delle testimonianze più emozionanti è stata quella di Daniele Berbenni, giovane di Bormio con sindrome di Down, che oggi lavora come cameriere a tempo indeterminato all'Albergo Miramonti di Bormio. Un traguardo professionale e, soprattutto, la realizzazione di un sogno: la sua storia mostra che l'autonomia non è un concetto astratto, ma poter avere un lavoro, sentirsi utili, essere parte di una squadra e costruire la propria vita.

Il parroco don Gianluca Dei Cas ha invitato tutti a essere "concreti" e a lavorare in rete, perché l'inclusione non si realizza attraverso una sola persona o organizzazione, ma servono famiglie, istituzioni, imprese, volontari e cittadini, e persone disposte a dire: "Proviamoci insieme."

Al servizio ai tavoli, insieme allo staff dell'Albergo LacSalin, c'erano i ragazzi del progetto "Scopro mi Ri-scopro": non spettatori, ma protagonisti di un'esperienza reale all'interno della comunità. Il presidente della Cooperativa, Nicola Pradella, ha poi presentato il progetto "Scopro mi Ri-scopro 2026", rinnovando l'impegno a costruire esperienze condivise con la comunità e a fare in modo che il sogno di ogni ragazzo con fragilità possa incontrare una risposta positiva.

Un ringraziamento speciale va all'équipe che accompagna ogni giorno questo percorso, Chiara Dei Cas, Nadia Cusini e Agnese Galli, e a tutti i volontari che mettono a disposizione tempo, energie e cuore.

Quella sera, a Livigno, 150 persone hanno scelto di sedersi dalla parte dell'inclusione, e una cena è diventata qualcosa di più grande: un investimento nel futuro, una palestra di autonomia, una comunità. Perché il sogno di una vita autonoma non deve essere un privilegio, ma un progetto possibile per ogni ragazzo.

Per la Cooperativa Sociale L'Impronta

Chiara Dei Cas 

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