Sernio: fedeli riuniti per la festa di San Gottardo

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Sernio: fedeli riuniti per la festa di San Gottardo

Mar, 05/05/2026 - 13:55
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Lunedì 4 maggio la sentita cerimonia nell’antica chiesa presieduta dal vescovo monsignor Luciano Capelli.

La chiesa di San Gottardo a Sernio, ai margini dell’antica Via Nazionale che da Tirano sale a Bormio, lunedì 4 maggio ha accolto, come ogni anno, i numerosi fedeli giunti qui per onorare il Santo nella celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo monsignor Luciano Capelli e dal parroco don Mauro Confortola. Nella sua omelia il Vescovo Luciano ha voluto ricordare di come il nome Gottardo è un nome di origine germanica, derivato da "Gotthard", composto dagli elementi "gott" che significa "dio" o "buono" e "hard" che significa "forte", "coraggioso". Pertanto, il significato complessivo del nome può essere interpretato come "forte con l'aiuto di Dio" o "coraggioso verso Dio". Ha perciò invitato i fedeli presenti ad essere coraggiosi e forti nel “ricostruire” la Chiesa, e ai bambini presenti, a dare “giovinezza” alla Chiesa.

 

Da un documento del 1332 del notaio vescovile Abondiolo degli Asinaghi - scritto nel Castello Grumello di Sondrio dove si trovava il vescovo Benedetto degli Asinaghi – si rileva che a Sernio un certo frate Romerio da Postalesio mosso da santo zelo, fondò una chiesa dedicata a San Gottardo. Con il sorgere della nuova chiesa vennero anche costruite delle abitazioni specialmente a valle dell’Antica Strada Valeriana che passava nelle vicinanze della chiesa, ma per le frequenti orde barbariche, che transitavano per quella strada, furono distrutte di modo che quella popolazione dovette trasportare la propria residenza in altre contrade del paese. Nonostante successive minacce di frane e alluvioni – che probabilmente furono la seconda causa della rovina della omonima contrada situata nei pressi del santuario di San Gottardo – la chiesa venne restaurata verso la metà del XVI secolo e poco dopo ex novo ricostruita con il concorso della comunità di Sernio e con le offerte dei devoti del Santo invocato per i quotidiani bisogni e per la guarigione del corpo e dell’anima.

 

Questo edificio religioso, riportato negli ultimi anni al suo antico splendore, grazie agli interventi che hanno permesso il restauro conservativo delle facciate esterne, il consolidamento statico e la ristrutturazione della copertura e degli elementi decorativi con opere di pulizia superficiale e consolidamento delle pellicole pittoriche, la restaurazione del sagrato con lo scalone d’accesso e di un nuovo impianto di illuminazione esterno ed interno alla chiesa, ha un particolare significato devozionale per gli abitanti di Sernio e, in special modo, per i fedeli della zona. Solenne, luminoso e ben tenuto il capiente interno ad aula diviso in tre campate con presbiterio e coro, soffitto a volte, alte lesene del capitello policromo in foglie e frutti e tre cappelle laterali per parte. conserva l’altare maggiore, realizzato nel 1776 nella celebre bottega dei Longhi di Viggiù in marmi di vario colore, è concluso da un ciborio a forma di trono con colonnine e piccoli pilastri dai capitelli dorati contenente la statua di San Gottardo. La seconda cappella laterale di sinistra, dedicata a San Francesco da Paola, di patronato della nobile famiglia Homodei, si distingue per gli ornamenti in stucco di buona fattura opera del primo Settecento del ticinese Pietro Martinetti. Nella pala di G. Battista Pittoni del XVIII secolo sono raffigurati la Madonna con il Bambino e San Francesco da Paola. Grande la soddisfazione del parroco don Mauro Confortola e di tutti i fedeli per il completamento dei lavori di restauro. 

- Ivan Gambelli

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