OLIMPIADI 2026,CONFERMATA LA PRESENZA DELL'ICE: UNA SCELTA INACCETTABILE ANCHE PER LA MONTAGNA VALTELLINESE
Sondrio, 28 gennaio 2026
Alla luce delle ultime notizie che confermano la presenza di agenti federali dell’U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE) in Italia nell’ambito del dispositivo di sicurezza delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, il Partito Democratico della provincia di Sondrio esprime una ferma e netta contrarietà a questa scelta, che ritiene sbagliata, inopportuna e incompatibile con i valori democratici.
In queste ore il sindaco di Milano, Beppe Sala, è intervenuto chiaramente dichiarando la propria contrarietà alla presenza dell’ICE nel contesto urbano che ospiterà una parte dei Giochi. Una presa di posizione che riguarda Milano, ma che pone una questione di principio valida per tutti i territori olimpici, compresa la provincia di Sondrio e le aree montane coinvolte nell’evento.
«La presenza dell’ICE è una scelta grave e inaccettabile ovunque, indipendentemente dal luogo in cui si ipotizzi il suo impiego» dichiara Michele Iannotti, segretario provinciale del Partito Democratico di Sondrio.
«Non si tratta di fare paragoni tra territori, ma di ribadire che la sicurezza di un evento internazionale come le Olimpiadi deve essere garantita nel pieno rispetto dei valori democratici, dei diritti fondamentali e del nostro ordinamento costituzionale».
Sul piano delle competenze e dei protocolli di sicurezza interviene anche Alessandro Alfieri, senatore del Partito Democratico eletto nel collegio di Sondrio: «In Italia la sicurezza degli uomini di Stato americani e delle loro delegazioni è sempre stata garantita dall’US Secret Service e dal Diplomatic Security Service, in collaborazione con le forze di sicurezza italiane, a partire dal NOCS della Polizia di Stato. Non si comprende quale competenza possa avere l’ICE, che si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione negli Stati Uniti».
«L’ICE non è compatibile con i valori delle nostre comunità e del nostro Paese» prosegue Alfieri. «Non esiste alcuna necessità operativa che giustifichi il coinvolgimento di questo corpo nel dispositivo di sicurezza delle Olimpiadi. L’ICE non deve venire in Italia per le Olimpiadi invernali di febbraio».
«Non abbiamo bisogno di corpi armati “speciali”» aggiunge Iannotti, «che hanno ripetutamente dimostrato di operare al di fuori delle regole e delle garanzie democratiche, minando la fiducia delle comunità e il rispetto dei diritti fondamentali. La provincia di Sondrio e i territori montani coinvolti nei Giochi hanno sempre dimostrato di saper garantire sicurezza e accoglienza attraverso un modello fondato sulla collaborazione istituzionale, sul lavoro delle forze dell’ordine italiane, degli enti locali e delle comunità. Un modello che funziona e che non richiede l’introduzione di apparati estranei alla nostra cultura giuridica e democratica».
«L’ICE non è un soggetto neutro» concludono Alfieri e Iannotti. «Rappresenta un’idea di sicurezza lontana dai principi europei e italiani e dallo spirito olimpico. Se la sua presenza dovesse riguardare anche la provincia di Sondrio, la nostra opposizione sarebbe totale. Non sono i benvenuti».
- La segreteria organizzativa -
- 16 viste