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STORIE DAI GIORNALI D'EPOCA - LA CAPANNA BERNASCONI ALLE FALDE DEL TRESERO

Nell’agosto del 1922 venne intitolata a Nino Bernasconi di Como la capanna che appena un anno prima era stata realizzata e inaugurata per iniziativa del padre Italo, il quale nel 1921 aveva voluto riadattare un baraccamento militare della Grande Guerra in un piccolo rifugio che potesse dare ospitalità a qualche alpinista.

FRAMMENTI DI STORIA. "PICCOLE INDUSTRIE ALPINE": NASCE LA SCUOLA PROFESSIONALE A BORMIO

A fine Ottocento fu aperta a Bormio una scuola di “Piccole Industrie Alpine”, primo esempio in Valtellina di scuola di tipo professionale, con l’obiettivo di addestrare i giovani in un’occupazione proficua che permettesse loro di inserirli nel mondo del lavoro. L’iniziativa, voluta dal maestro Valentino Valgoi, andò in porto nel 1894 e divenne ben presto un esempio illuminato non solo a livello provinciale, ma anche italiano.

FRAMMENTI DI STORIA. BORMIO NELLE LETTERE DI UN VIAGGIATORE INGLESE DI FINE SETTECENTO

Nel 1779 lo storico ed ecclesiastico inglese William Coxe viaggiò attraverso le Alpi toccando, tra le altre località, i Grigioni e i territori ad essi soggetti. Gli appunti di viaggio, sotto forma di lettere, furono raccolti nel decennio successivo nella pubblicazione “Travels in Switzerland”, di cui gli alunni del Liceo e dell’ITC dell’Istituto Alberti hanno curato, nell’a.s 2012/2013, la traduzione.

FRAMMENTI DI STORIA. ESCURSIONE INVERNALE NELLA VALLE DI LIVIGNO DEL 1887

In un contributo pubblicato sul Bollettino Storico Alta Valtellina (BSAV) del 2018 la ricercatrice Gisi Schena quasi preconizza il luminoso futuro turistico di Livigno: attraverso una gita invernale (ma oggi diremmo un week end turistico) Antonio Cederna, antenato del noto attore dai natali pontaschi, si reca nel Piccolo Tibet e vi soggiorna in armoniosa quiete e libertà, alla ricerca di una via di fuga “dalla burrasca e dalla tirannia” della grande città.

LA MONTAGNA AL FEMMINILE. STORIE E IMMAGINI DI DONNE NELLE REALTA' ALPINE

Nell’universo di programmi e di iniziative che da qui al 2026 graviteranno intorno alle “Olimpiadi Milano-Cortina” si colloca un’interessante mostra virtuale che il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università IULM di Milano ha ideato e prodotto all’interno del progetto “La montagna territorio fragile, tra immaginari di lusso e iperturistificazione”.

FRAMMENTI DI STORIA. CITTADINI AL LAVORO GRATIS PER IL DECORO DEL PROPRIO COMUNE

 

La nostalgia per il tempo passato si può manifestare sotto forma di rimpianto per il periodo della giovinezza oppure di ammirazione per alcune iniziative messe in campo dai nostri antenati. Fra queste ultime andrebbero annoverati alcuni provvedimenti che più di un secolo fa governavano gli usi del paese e che il sindaco Pietro Rini volle promuovere non solo per una migliore convivenza civile, ma anche con l’occhio lungo di chi guardava in prospettiva di uno sviluppo turistico.

FRAMMENTI DI STORIA. TULLIO URANGIA TAZZOLI E I VOLUMI “LA CONTEA DI BORMIO”: STORIA DI UNA PUBBLICAZIONE COMPLICATA

Quasi tutti conoscono la raccolta di volumi intitolata “La Contea di Bormio” di Tullio Urangia Tazzoli, una fonte ricchissima per la conoscenza storica del nostro territorio; pochi, invece, sono a conoscenza del travaglio che ebbero queste pubblicazioni per poter vedere la luce.

FRAMMENTI DI STORIA. A SCUOLA NEI SECOLI PASSATI: NON SOLO LEGGERE E SCRIVERE!

Sin dal Medioevo il comune di Bormio si interessò fattivamente per poter reclutare un maestro che insegnasse a leggere e scrivere, primi fondamentali requisiti per far sì che funzionari e amministratori potessero efficacemente difendere i diritti della Communitas. Sin dal 1318, infatti, è documentato il reclutamento di un maestro di grammatica, un certo Mafeus.

FRAMMENTI DI STORIA. L’INTIMITÀ DELLA MONTAGNA NEL QUADERNETTO DELLA MAESTRA MARTINELLI

Dal quadernetto che la maestra Giuseppina Martinelli compilò nei suoi anni, si estraggono poesie e ritagli di racconti che testimoniano l’amore appassionato per la sua terra e i suoi abitanti, rudi montanari la cui asprezza rispecchia forse la stessa asperità dei contrafforti alpini che dominano le loro vallate. Esemplare, per la maestra, è l’articolo con cui il collega Alfredo Martinelli spiega la proverbiale freddezza degli abitanti del “Paese Alto”: “c’è tanta vigoria, tanto calore in queste anime, anche se lo spirito vi appare rude dentro l’involucro chiuso.