EVERESTING PER LA VITA: LA SFIDA CICLISTICA A CANCANO RAGGIUNGE TUTTI I TRAGUARDI
Missione compiuta per Sarah Palfrader: la forte e tenace ciclista dell’Alta Valle (che fa parte della “scuderia” Team Da-Tor) è riuscita a concludere il suo Everesting anche in questo 2026, lasciando per la terza volta consecutiva la sua firma nel palmarès dei record. Con le 15 salite a Cancano – che ha affrontato accompagnata da un nutrito gruppo di amici scalatori – Sarah ha concluso la sua lunga fatica del 20 luglio 2026, durata dalle 2:02 del mattino sino alle 20:00 circa della sera, con una media di 38' e 15" per salita e un tempo totale di 9 ore e 57 minuti!
Ma se l’evento sportivo in sé è già stato eccezionale, ancor più straordinaria è stata la partecipazione della gente sia al Golf Club Bormio, campo-base di numerose attività e delle varie tappe di rientro-ripartenza dei ciclisti, sia lungo tutto il tracciato di Cancano dove Sarah ha trovato tanti sostenitori che l’hanno rafforzata e anche entusiasmata, aiutandola a superare la stanchezza accumulata ad ogni ripetizione. Tra queste, una menzione particolare va ai ragazzi dello Sci Club Alta Valtellina, che a Cancano hanno formato un "corridoio di mani" per salutare i ciclisti, e ai bambini della scuola d'infanzia di Bormio che instancabilmente per tutto il pomeriggio hanno giocato e aspettato Sarah al Golf Club, per poi regalarle i loro lavoretti.
Tante, dunque, sono state le persone che in occasione di questo evento hanno voluto far sentire la loro vicinanza in primis a Sarah – donna tanto esile quanto forte, forgiata dall’esperienza della malattia e determinata a farne uno strumento di bene – e non secondariamente al progetto messo in campo da tutto il team di amici e supporter: l’acquisto di un ecografo di ultima generazione per la Breast Unit dell’ospedale Morelli.
L’obiettivo dichiarato dei 35.000 euro, il costo dell’attrezzatura sanitaria, è stato raggiunto con una generosa cordata di solidarietà che ha stupito tutti e ha dimostrato ancora una volta come sia possibile fare squadra e raggiungere traguardi grandiosi quando si metta da parte ogni personalismo.
«Grazie a tutti voi – esordisce Sarah – anche solo per esserci stati un momento. Questo Everesting non è un evento fine a sé stesso, è un modo per dar voce a un’intera comunità che si spende generosamente per gli altri; io non sono nessuno, faccio la parrucchiera e nel tempo libero mi piace pedalare con la mia bicicletta; ma ho avuto la fortuna di incontrare persone meravigliose, nella vita quotidiana come nella malattia, e solo grazie a loro siamo riusciti ad attivare una rete di rapporti che mette al centro di tutto i bisogni della gente».
Presenti anche il dottor Claudio Barbonetti – direttore di Medicina Nucleare a Sondrio che oggi ha smesso il camice per indossare pure lui una tenuta ciclistica – e le referenti dell’associazione Amazzoni dottoressa Patrizia Franzini e dottoressa Giuseppina Osmetti, che da anni lavorano a sostegno delle donne che hanno affrontato il calvario del tumore al seno: «Crediamo fermamente in questo progetto e l’abbiamo subito sposato, poiché vogliamo essere a fianco di tutte le donne che combattono la loro battaglia contro la malattia e sappiamo quanto sia importante non solo coinvolgere e sensibilizzare il territorio su queste tematiche, ma anche dotarlo delle necessarie attrezzature».
Un ringraziamento speciale, infine, a tutte le realtà ed associazioni che si sono impegnate insieme per organizzare e portare a termine questa giornata prodiga di emozioni, tessendo e intrecciando una trama ricca di umanità e di solidarietà verso il prossimo.
Il progetto Everesting non si ferma: ogni euro raccolto verrà utilizzato in progetti destinati ai bisogni degli altri. Per info e aggiornamenti sulle attività del gruppo PedalAyuda e per tutto ciò che riguarda l'Everesting per la vita: https://www.stelviowoman.it/everesting.html
- Anna -
credit foto ©maiolanna
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