SCI ALPINISMO: COME ORGANIZZARE UNA GARA IN MENO DI 48 ORE…

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SCI ALPINISMO: COME ORGANIZZARE UNA GARA IN MENO DI 48 ORE…

Dom, 04/01/2015 - 17:02
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Domenica 4 gennaio 2015 lo speciale 'clinic Alpi Centrali' sulle nevi del San Colombano

E’ un inverno atipico, con poca-pochissima neve e con temperature che sembrano i tracciati di un sismografo.

Per gli scialpinisti è complicato allenarsi, a meno di trasferimenti che portino in quota, e ancor più complicato se non impossibile è potersi testare in gara. Molte delle prove previste in calendario cancellate, soprattutto sulle Alpi italiane. Altre ridotte o modificate assai.
Ma con un po’ di impegno e di buona volontà si riesce in meno di 48 ore ad organizzare una signora prova.
Il gruppo di ski alp dello Sci Club Alta Valtellina, guidato dal responsabile Fisi delle categorie giovanili Davide Canclini e dai collaboratori Luca Dei Cas e Matteo Pedergnana, aiutato anche dagli uomini dello Sci Club Sondalo, è riuscito a proporre – domenica 4 gennaio 2015 – una mattinata speciale ai giovani scialpinisti delle società che fanno capo al Comitato Alpi Centrali.
Alcune telefonate e subito aderiscono anche la Polisportiva Albosaggia, lo Sci Club Valtartano, l’AS Premana e lo Sci Club 13 Clusone.
Teatro del Clinic Alpi Centrali di ski alp la zona del San Colombano di Oga Valdisotto.
Ritrovo al Forte di Oga, trasferimento a quota 1960 in zona Sposina Alta e da lì partenze differenziate a seconda delle categorie di appartenenza. Per i senior (perchè sì, c’era qualcuno anche dei “grandi”), gli espoir e gli junior maschili 700 metri di dislivello. 500 invece i metri di salita per cadetti maschili, junior e cadette femminili.

Una leggera nevicata notturna non ha fatto desistere gli organizzatori dal fare le cose per benino: numerosi i volontari presenti che son partiti per tempo a ribattere il percorso, dove il vento aveva coperto le doppie tracce. Tratti con sci in spalla, crinali resi impegnativi da un forte e gelido vento, discese brevi ma tecniche.
Più che clinic direi che è stata gara vera – anche se non lunghissima e soprattutto organizzata benissimo.
E’ stata anche gara vera perchè i giovani atleti si sono impegnati al massimo, forse anche invogliati dalla presenza del tre volte campione italiano Robert Antonioli del Centro Sportivo Esercito che ha vinto nella prova più lunga, precedendo nell’ordine 4 rappresentanti dello Sci Club Alta Valtellina, l’espoir Luca Faifer ed i due junior Pietro e Nicolò Canclini (tutti e tre nazionali di ski alp e convocati anche per la prima prova di Coppa del Mondo prevista il prossimo fine settimana in terra di Francia a Puy St Vincent). In quinta posizione il secondo senior Matteo Bignotti.
Terzo senior all’arrivo l’ex biathleta Mattia Cola, mentre tra gli espoir i due gradini bassi del podio sono stati occupati dal bosacc Simone Puricelli e dal bergamasco Norman Gusmini.
Infine nella prova più lunga terzo junior all’arrivo – sempre per la Polisportiva Albosaggia – un ottimo Francesco Leoni.
Nella categoria senior femminile ha primeggiato Elisa Compagnoni davanti a Sara Pozzi.
Sul percorso di 500 metri di dislivello in salita si sono confrontati i cadetti maschili e anche le due categorie giovani femminili (junior e cadette).
Nelle junior femminili vittoria alla campionessa italiana dello Sci Club Alta Valtellina (anche lei capace di tre primi posti alle prove di Vermiglio Tonale) Giulia Compagnoni, a precedere la sua compagna di club Erica Rodigari. In terza posizione Debora Contrio dell’Albosaggia.
Tra le più giovani cadette, grande gara di Giulia Murada (terza assoluta in prova), davanti a Marta Biffi dello Sci Club Sondalo e alla sua compagna della Polisportiva Albosaggia Valentina Giorgi.
Infine tra i cadetti maschili dominio di Andrea Prandi (anche lui come Robert e Giulia campione italiano nelle tre specialità) su Davide Gusmeroli dello Sci Club Valtartano e Stefano Confortola dello Sci Club Alta Valtellina.
Al termine della prova i numerosi partecipanti con allenatori ed accompagnatori hanno potuto apprezzare il pasta party predisposto da Ivan del Rifugio San Colombano, struttura che essendo a due passi dall’arrivo ha permesso anche di riscaldarsi e ritemprarsi dopo le gelide folate subite in gara.

arn © Andrea “Maio” Maiolani