XL SONDRIO FESTIVAL: REGISTI DA TUTTO IL MONDO SUL PALCO DEL TEATRO SOCIALE PER PRESENTARE I DOCUMENTARI
A sei settimane dall'inaugurazione del 26 novembre, in attesa della presentazione ufficiale, in calendario per il 28 ottobre, Sondrio Festival, la Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi, svela le prime carte dell'edizione del quarantesimo. Per celebrare la felice ricorrenza, si tornerà indietro nel tempo, al 1987, con un omaggio al primo documentario vincitore del premio "Città di Sondrio", "L'avvoltoio fulvo", che verrà proiettato, e al regista Christian Ringeval, oggi ottantaduenne, che arriverà dalla Francia, dove vive. Una produzione del Parco Nazionale dei Pirenei dedicata a uno dei più grandi uccelli d'Europa, presente con un'importante colonia sulla catena montuosa che divide Francia e Spagna, che Ringeval aveva firmato con il collega Jean Cedet. Un tuffo nel passato, quando al concorso partecipavano solo documentari naturalistici girati in Europa, che evidenzierà l'evoluzione nella tecnica, che ha trasformato un genere nato come registrazione osservativa in un'esperienza visiva, sonora e narrativa immersiva e ad alta tecnologia, di cui la rassegna sondriese è stata testimone. In quarant'anni sono stati presentati oltre 400 filmati naturalistici, per altrettante storie, ambientate in luoghi più o meno noti dei cinque continenti, tra migliaia di specie animali e floreali, di ecosistemi che rendono la Terra il pianeta più ospitale che conosciamo per la vita, ma anche il più esposto a forti rischi causati dai cambiamenti climatici, dalla perdita di habitat e dall'inquinamento. È il contributo che Sondrio, con la Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi, ha garantito alla causa ambientale, tra estasi e riflessione, tra contesti da rimirare e minacce da sventare, facendo crescere consapevolezza nei suoi spettatori, adulti e bambini.
Il primo vincitore Ringeval sarà soltanto uno dei tanti registi presenti a Sondrio, provenienti da tutto il mondo, per accompagnare i loro documentari, 14 in totale, scelti dal Comitato scientifico per la selezione ufficiale. Ad oggi sono già otto quelli che hanno messo in agenda la loro partecipazione a Sondrio Festival, tra le numerose rassegne cinematografiche che si svolgono in questo periodo. Uwe Müller, pluripremiato regista tedesco, che ha girato il mondo per indagare l'impatto devastante degli incendi, dalla California alla Grecia e alla Germania, e per interrogarsi sulla rigenerazione delle foreste morte, presenterà "300ºC – What comes after the Forest Fire?". Florian Guthknecht, che ha diretto "Lord Howe Island - Reset in Paradise" accompagnerà il pubblico nella remota isola di Lord Howe, nel mar di Tasmania, tra l'Australia e la Nuova Zelanda, dove l'ecosistema rinasce grazie a un progetto di eradicazione delle specie invasive. Un altro documentarista tedesco, Heribert Schöller, ha scelto di raccontare l'Abruzzo, dove il Mediterraneo e l'alta montagna si incontrano tra camosci, cervi, lupi e uccelli che si adattano al ritmo delle stagioni, in "Die Abruzzen". Il documentario "Wild Philippines", dedicato all'eccezionale biodiversità presente nelle 7500 isole che compongono le Filippine, sarà introdotto dai due registi, Stephen Krasser e Johannes Berger, anche loro tedeschi. I nomi di Asgeir Helgestad e Ageliki Lefkaditou, norvegesi, regista il primo e produttore la seconda, sono noti a Sondrio Festival, già premiati nel 2024 per "Il richiamo della natura": almeno uno dei due sarà sicuramente a Sondrio per introdurre il documentario dal titolo "Frost without Snow and Ice", girato alle Svalbard, le terre abitate più a nord del pianeta. Ci saranno anche tre registi italiani: Federico Santini, toscano, autore di "Equilibrio", ambientato in Maremma, che indaga la convivenza tra allevamento e presenza del lupo; Marco Tessaro, varesino, habitué di Sondrio Festival, che in "Lasciamola migrare!" ha seguito il lungo viaggio dell'anguilla europea, drasticamente diminuita negli ultimi decenni, e il progetto Lifeel che cerca di salvarla; Mattia Nocciola, videomaker e fotografo che vive a Magenta, con il filmato "Cavalieri delle risaie", la storia esemplare dei cavalieri d'Italia, gli uccelli acquatici che tornano dall'Africa per nidificare nelle risaie del Ticino. Dagli Stati Uniti è atteso anche il regista Rory Banyard, regista e produttore, vincitore di numerosi premi, che potrebbe, il condizionale è d'obbligo, presentare sul palco del Teatro Sociale, o essere rappresentato da un suo collaboratore, il documentario dal titolo "Ket'niyi", ambientato in Alaska, dove relazioni millenarie legano le popolazioni locali, i Dena'ina, a salmoni, orsi, ghiacciai e fiumi.
Tante conferme di partecipazione per un'edizione speciale della Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi, quasi un simposio che riunisce grandi nomi della documentaristica naturalistica, a evidenziare il ruolo di Sondrio capitale della natura.
- Emanuela Zecca -
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