Immigrazione e comunità: una riflessione aperta
Sondrio 28 aprile 2026
Il dibattito pubblico sull’immigrazione torna ciclicamente a farsi rumoroso, spesso più per ragioni di
consenso che di sostanza. CISL Sondrio e ANOLF Sondrio scelgono un approccio diverso: non
inseguire le provocazioni, ma offrire alla comunità provinciale una riflessione radicata nell’esperienza
concreta di chi lavora ogni giorno su questi temi.
Lo facciamo con una convinzione di fondo: che i problemi reali — la carenza di manodopera,
l’invecchiamento demografico, la sicurezza, l’integrazione — meritino risposte serie, costruite
insieme. E che il silenzio di tante voci autorevoli su questi temi sia un vuoto che occorre colmare,
non con polemiche, ma con un confronto aperto e responsabile.
Guardare la realtà del territorio senza semplificarla.
La provincia di Sondrio presenta una situazione demografica che non può essere ignorata:
invecchiamento progressivo della popolazione, spopolamento delle vallate, difficoltà crescenti nel
reperire manodopera in settori essenziali come l’edilizia, la metalmeccanica, la ristorazione,
l’assistenza alla persona. Sono segnalazioni quotidiane che arrivano alle nostre strutture da imprese
di ogni dimensione.
In questo contesto, la presenza di lavoratori stranieri non è un’emergenza da gestire: è una
componente strutturale dell’economia e della società locale. Riconoscerlo non significa
chiudere gli occhi sui problemi. Significa affrontarli con gli strumenti giusti: percorsi di migrazione
regolare, sicura e qualificata, nell’interesse dei lavoratori, delle imprese e del territorio.
Vale la pena fermarsi su un dato concreto, che viene dall’esperienza diretta del nostro territorio: oggi
il sistema fatica persino a gestire i casi di rientro volontario, anche quando è la stessa persona a
chiedere di tornare nel proprio Paese. Abbiamo seguito situazioni in cui cittadini stranieri volevano
rientrare liberamente, ma per mesi non è stato possibile concretizzare il percorso — non per
mancanza di volontà della persona, ma perché le procedure non reggevano alla prova dei casi
concreti. Dove il sistema ha fallito, abbiamo dovuto riorganizzare noi il rientro, cercando soluzioni
pratiche per non lasciare qualcuno bloccato in una situazione senza uscita.
Crediamo che il diritto di partire debba essere accompagnato anche dal diritto di ritornare, quando
una persona sceglie liberamente di farlo. Se non riusciamo a costruire strumenti seri per
sostenere chi vuole tornare, è difficile immaginare soluzioni più complesse. Prima di discutere
d’altro, forse dovremmo chiederci perché il sistema non funziona nemmeno quando la volontà della
persona va già nella direzione del rientro.
Sicurezza e integrazione: due facce della stessa sfida.
Parte di questa riflessione riguarda anche la sicurezza. Episodi gravi si verificano, anche nella nostra
provincia, e meritano una risposta seria.
Ma una riflessione onesta impone di chiedersi: cosa succede quando una persona arriva senza
lingua, senza lavoro, senza rete sociale, senza prospettiva? L’esclusione strutturale genera
marginalità, e la marginalità genera rischi. Non perché chi migra porti con sé una predisposizione al
crimine ma perché l’abbandono produce deriva.
I dati confermano che gli stranieri regolari, inseriti in un percorso di lavoro e integrazione, hanno
tassi di criminalità significativamente più bassi rispetto a chi vive in condizione di irregolarità o di
esclusione. Investire nell’integrazione non è solo un atto di solidarietà: è una scelta di sicurezza. Le
due cose non si oppongono — si sostengono a vicenda.
Questa è una delle ragioni per cui chiediamo che la riflessione sulla sicurezza non si riduca alla
cronaca, ma si apra a una visione più ampia: che comprenda i servizi sociali, la formazione linguistica,
l’abitare, il lavoro. Strumenti di prevenzione, prima ancora che di repressione.
Quello che stiamo costruendo: un modello dal territorio.
Non offriamo solo riflessioni teoriche. Dal 20 al 28 marzo 2026, una delegazione di CISL Lombardia
e ANOLF Sondrio ha svolto una missione in Senegal — la quarta in poco più di due anni— visitando
istituti di formazione professionale, incontrando enti locali e sottoscrivendo un protocollo di
collaborazione con un’agenzia per la selezione e l’avviamento regolare di lavoratori senegalesi verso
il mercato del lavoro italiano.
Abbiamo incontrato i 26 studenti dove ANOLF Sondrio promuove corsi di lingua italiana, educazione
civica e orientamento al lavoro. Ragazze e ragazzi motivati, che studiano per arrivare in Italia nel
modo giusto: con una qualifica, con la lingua, con la conoscenza dei diritti e dei doveri.
Abbiamo sviluppato un modello in tre fasi: formazione pre-partenza in Senegal, governance
territoriale in Italia, integrazione lavorativa e abitativa. Un modello che mette insieme istituzioni,
imprese e terzo settore in una logica di responsabilità condivisa. Non assistenzialismo: coinvestimento per il bene comune.
Un invito aperto alla comunità provinciale.
Questa riflessione non è un documento conclusivo. È un punto di partenza. Rivolgiamo questo invito
alle associazioni di categoria e alle imprese, alle istituzioni locali, al mondo del volontariato e del
terzo settore, alle altre organizzazioni sindacali, alle comunità straniere presenti sul territorio, a
chiunque abbia a cuore il futuro di questa provincia.
Non chiediamo accordo immediato su tutto. Chiediamo disponibilità al confronto. Perché le risposte
migliori a sfide complesse nascono dall’ascolto reciproco, non dai monologhi — e una
comunità che ragiona insieme è già, di per sé, una risposta.
Il segretario Generale Cisl Sondrio Davide Fumagalli
Il presidente Anolf Sondrio
Cheikh Mbake Lo
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