Rifondazione Comunista Sondrio a fianco del Comitato del Ranèe
In più occasioni anche di recente, il “Comitato del Ranèe” ha ribadito la propria contrarietà alla realizzazione dei lavori previsti dal piano di lascito sul territorio delle scorse Olimpiadi Invernali, in questo caso su quello del comune di Bianzone.
Si tratta della chiusura di tre passaggi a livello, che non costituiscono pericolo per la circolazione stradale in quanto distanti circa 70 metri dalla Strada Statale e trafficati da soli mezzi agricoli, e la realizzazione di un “sottopasso carrabile, una rotatoria e circa 1.100 metri di nuova viabilità, nella Piana agricola del Ranèe, per un finanziamento di 16,542 milioni di euro”.
La realizzazione del sottopasso comporta l’entrata in Statale mediante rampa, costituendo chiaramente un aggravamento del pericolo. Le opere previste quindi non diminuiscono, ma anzi aumentano i rischi legati all’immissione sulla Strada Statale. Inoltre vanno a rovinare un’area agricola di pregio e potrebbero aprire le porte ad una “trasformazione d’uso” delle aree, come già anticipato da RFI. Qualcuno sta forse pensando alla realizzazione di un “Data Center”?
Rifondazione Comunista ribadisce la propria contrarietà alla realizzazione di queste opere ed esprime la propria solidarietà al “Comitato del Ranee”.
Ora che non c’è più l’urgenza della realizzazione delle opere per “permettere lo svolgimento dei giochi Olimpici”, sarebbe opportuno che si rivedessero i relativi progetti, coinvolgendo le popolazioni interessate ed adottando tutti i criteri che si devono adottare per la realizzazione delle opere pubbliche. Criteri che sono stati colpevolmente non applicati, utilizzando procedure d’urgenza con il seguente commissariamento delle progettazioni ed un dispendio sempre maggiore a carico pubblico.
Sarebbe opportuno che i vari gruppi di cittadini che si oppongono alle opere inutili e dannose, previste dalla cosiddetta “legacy”, chiedano di sospendere i lavori, dove iniziati, o di sospendere le procedure per l’avvio dei lavori stessi per permettere un’analisi complessiva sulla viabilità provinciale, in collaborazione con chi abita nei territori interessati.
Il nostro parere come Rifondazione Comunista sulle diverse opere in provincia:
- La Piana dell’Alute di Bormio dove è prevista la realizzazione di una nuova strada, nominata “tangenzialina” ma senza sbocco oltre il centro cittadino, del costo previsto di 7 milioni di euro, non deve essere oltraggiata con nuova viabilità oltre quella già esistente;
- Al Trippi, dove si stanno realizzando opere per un importo complessivo di 43,5 milioni di euro che prevedono la realizzazione di un obbrobrioso cavalcavia sulla ferrovia, andrebbe invece riconsiderato il progetto del 7° lotto della tangenziale, già previsto nei progetti degli anni ’80, meno impattante e più funzionale di quello attuale. Di tutto questo pare che i nostri rappresentanti in Regione Lombardia non siano a conoscenza, nonostante questa alternativa caldeggiata da anni dal Comitato No Cavalcavia Trippi;
- Alla Sassella, in alternativa al progetto attuale del costo di 21 milioni per la costruzione di un viadotto a 4 campate con rampe sfalsate, sarebbe meglio realizzare una grande rotatoria a due corsie, provvedendo dove necessario anche allo spostamento dell’asse ferroviario verso l’argine dell’Adda. Le opere dell’attuale progetto potrebbero, oltre ad oscurare il Santuario della Sassella, aggravare ulteriormente la viabilità, come già accade con l’attuale rotonda.
Rifondazione Comunista chiede con fermezza l’annullamento delle opere nel Comune di Bianzone perché inutili e dannose, nonché illegittime a parere del Comitato dei Ranèe che da tempo ha presentato esposto alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti.
- Segreteria provinciale di Sondrio -
Partito della Rifondazione Comunista
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