CGIL Sondrio: «Morbegno, chiudere il PPI di notte è un altro passo indietro per la sanità pubblica».
La decisione di rendere inaccessibile dalle 20 alle 8 il Punto di primo intervento di Morbegno,
a partire da dicembre, ci preoccupa e ci vede contrari.
Siamo di fronte all’ennesimo segnale di un progressivo e continuo impoverimento della
sanità pubblica provinciale. Mentre i cittadini chiedono servizi più vicini, accessibili ed
efficienti, si riducono le possibilità di rivolgersi direttamente a un presidio sanitario,
soprattutto nelle ore notturne.
L’automedica con medico a bordo è una risorsa importante per le emergenze, ma non può
essere considerata una risposta automaticamente equivalente alla presenza di un servizio
sanitario aperto. In un territorio montano, caratterizzato da distanze e difficoltà di
collegamento, ogni scelta deve essere valutata a partire dai bisogni delle persone e dalle
effettive possibilità di accesso alle cure.
Non è sufficiente ricordare che, nel 2025, solo 42 dei 2.324 accessi notturni al PPI hanno
comportato un ricovero. Un presidio sanitario non si giudica soltanto dal numero di
ricoveri, ma dalla capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione.
La sperimentazione annunciata dovrà garantire la presenza continuativa dell’automedica e
del medico, il potenziamento concreto dei servizi diurni e un monitoraggio trasparente dei
risultati, con il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e territoriali.
Ma il problema è più ampio: da tempo assistiamo a un progressivo ridimensionamento della
sanità pubblica provinciale, da nord a sud, mentre servirebbero investimenti sul personale,
sulle strutture e sulla medicina territoriale.
La sanità pubblica non può essere gestita attraverso una progressiva riduzione dei
servizi. Il diritto alla salute deve essere garantito a tutti, indipendentemente dal luogo in
cui si vive.
La CGIL di Sondrio, insieme alle categorie dei pensionati e del pubblico impiego, chiede che
le scelte sanitarie mettano al centro i cittadini e le loro necessità, non soltanto le esigenze
organizzative. Il nostro territorio ha bisogno di rafforzare la sanità pubblica, non di perdere
ulteriori punti di riferimento.
Meno servizi non significa necessariamente più efficienza. Per la sanità della provincia
di Sondrio è tempo di invertire la rotta. Attendiamo un confronto doveroso con Asst per
meglio declinare le nostre posizioni e quelle dei cittadini, preoccupati e arrabbiati per
l’ennesimo annunciato taglio alla sanità pubblica provinciale.
Cgil Sondrio – Spi Cgil Sondrio – Fp Cgil Sondrio
- 13 viste