IN RICORDO DI PIERFRANCO ORSINGHER
Bormio (SO) – Recentemente è salito in Cielo e in “braccio” al Buon Dio Pierfranco Orsingher, figura molto conosciuta in Alta Valtellina, e in particolare nella “Magnifica Terra di Bormio”; ex finanziere, sposato con Anna Maria Pozzi e padre di Alfredo e Consuelo, con la stessa Anna Maria ha gestito - per parecchi anni - lo show room “NAIF” (nel cuore di Bormio) dove gli “appassionati”, oltre alla disponibilità e collaborazione di Pierfranco e Anna Maria, potevano trovare “oggetti” legati alla mineralogia, alle pietre preziose e al commercio di coppe/trofei di ogni genere.
La sua “dipartita” – dopo breve malattia – ha lasciato un vuoto incolmabile in tutto il “comprensorio” dell’Alta Valtellina e non solo … a tale proposito, pubblichiamo (vedi sotto) uno scritto di Alfredo Orsingher (il figlio) letto il giorno (martedì 7 luglio 2026) delle esequie funebri che si sono tenute nella chiesa parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio di Bormio.
“Cari amici, cari parenti, oggi siamo riuniti in questa chiesa di Bormio, un luogo che per la nostra famiglia rappresenta il punto di partenza e il punto di ritorno di un’intera e grande esistenza. È qui che affondano le radici della famiglia di Pierfranco ed è qui che oggi lo accompagniamo nel suo ultimo viaggio, circondato dall’amore indiscusso della sua amata Anna, che è qui con noi, dei suoi figli Consuelo e io, dei suoi nipoti Alessandra ed Edward e con la gioia di sapere che aveva avuto il tempo di diventare bisnonno della piccola Amelia.
Insieme a noi ci sono anche tutti coloro che gli hanno voluto bene e che oggi sono qui per rendergli omaggio. Pierfranco ha scelto di dedicare la propria vita al servizio degli altri. Da Comandante del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza in Valle d’Aosta ha guidato i suoi uomini con coraggio, senso del dovere, tenacia e straordinaria umanità, salvando vite, proteggendo i suoi collaboratori e affrontando situazioni di estremo pericolo. Cosa che non tutti vogliono o sanno fare.
Sopravvissuto a una valanga durante un soccorso, rispettando in pieno il motto NEC RECISA RECREDIT (nemmeno ferito indietreggia), ha preso parte ad alcuni dei momenti più delicati della storia del nostro Paese: dalle ricerche di Aldo Moro al tentativo di salvare il piccolo Alfredino Rampi caduto nel pozzo. È stato inoltre responsabile della sicurezza e accompagnatore personale del Presidente della Repubblica Leone durante i suoi soggiorni a Courmayeur, come lo è stato per Anthony Quinn durante le sciate sul ghiacciaio del Monte Bianco. Per molti anni ha rappresentato con onore il Soccorso Alpino Nazionale della Guardia di Finanza alla tradizionale sfilata del 2 giugno a Roma, portando con sé i valori dell’Istituzione che ha servito con orgoglio, con onore e con incredibile determinazione.
Diventato quasi Sindaco di Courmayeur, per 1 solo voto, amato e ben voluto da quella popolazione anche se “straniero” ha poi ricoperto la posizione di direttore sportivo delle funivie del Monte Bianco, dando lustro e innovazione. Anche nello sport ha lasciato un segno importante. Oltre ad aver raggiunto i 167 chilometri orari nel chilometro lanciato nel lontano 1970, ha dato prestigio alle storiche Fiamme Gialle, distinguendosi nello sci di fondo, nello sci alpino, nella corsa in montagna e nel salto con gli sci, vivendo ogni sfida con la stessa determinazione e semplicità che ha caratterizzato tutta la sua vita.
Parlando con lui proprio in questi ultimi giorni, mi confidava che il periodo più bello della sua esistenza era stato quello trascorso in Valle d’Aosta, a Courmayeur, insieme alla sua famiglia, ai suoi amici e al lavoro che tanto amava. In quelle parole c’era tutta la serenità di chi sapeva di aver vissuto pienamente con una semplicità estrema senza vanto alcuno, anzi … oggi lo saluto e lo salutiamo con il cuore colmo di gratitudine e di orgoglio e sincera ammirazione. Ci lascia l’esempio di un uomo che ha sempre vissuto con dignità, coraggio e senso del dovere ma soprattutto con amore, a modo suo, per la sua famiglia e per il prossimo. Il suo ricordo continuerà a vivere nei miei e nostri gesti, nei miei e nostri valori e in tutto ciò che mi ha e ci ha insegnato.
Caro papà, grazie per tutto ciò che sei stato e per tutto ciò che continuerai a essere nei nostri cuori. Riposa in pace e proteggici sempre da lassù”.
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