Melavì: Lavoratori nel limbo tra licenziamenti e spettanze non pagate
Negli ultimi mesi il dibattito pubblico intorno alla Melavì Società Cooperativa si è concentrato quasi
esclusivamente sulle dinamiche aziendali e sulle prospettive del marchio. Oggi, le organizzazioni
sindacali intendono riportare l'attenzione sull'unica componente che, in decenni di attività, ha
garantito il valore di quel marchio e che ora si trova in una condizione di grande incertezza: i
lavoratori.
Alla data del 31 dicembre scorso, i 13 dipendenti ancora in forza – già in regime di Cassa Integrazione
Straordinaria – sono stati sottoposti a una procedura di licenziamento collettivo a seguito della
cessazione definitiva delle attività. Un epilogo doloroso, giunto dopo mesi di incertezze e l'avvio,
nell'aprile 2025, della procedura di concordato semplificato.
Nonostante la delicatezza della fase, le relazioni industriali sono state di fatto delegate a consulenti
esterni, rendendo estremamente difficile il contatto diretto con l'azienda. In sede di esame
congiunto, era stato assicurato che la liquidazione delle spettanze arretrate e dell'indennità di
preavviso, che potevano e dovevano essere già state calcolate e verificate ma che al momento
risultano in fase di revisione, sarebbe avvenuta in tempistiche stringenti. Ad oggi, tali promesse
restano senza risposta.
La situazione attuale per le 13 famiglie coinvolte è drammatica e presenta contorni paradossali:
• Il pagamento del preavviso da parte dell'azienda, ribadito anche all’interno della lettera di
licenziamento consegnata individualmente ai lavoratori, "congela" di fatto l'erogazione della NASpI
per un periodo corrispondente ai mesi del preavviso stesso, posticipando i tempi in cui i lavoratori
potranno accedere al sostegno alla disoccupazione.
• A causa della mancata trasmissione all'INPS dei dati relativi al mese di dicembre da parte della
cooperativa, i lavoratori non hanno ancora percepito l'ultimo periodo di CIGS.
È inaccettabile che chi ha contribuito per anni alla risonanza del marchio Melavì in tutta la provincia
e oltre, si trovi oggi in questo limbo: era stato prospettato un percorso di uscita dignitoso; i
lavoratori, invece, si trovano scoperti nei pagamenti e senza risposte sulle tempistiche. Le
Organizzazioni Sindacali, dopo diversi solleciti e richieste di chiarimento inviate all’azienda, sono a
rimarcare anche pubblicamente le istanze dei lavoratori nei confronti della Cooperativa Melavì,
affinché quest’ultima, insieme ai professionisti incaricati della gestione del concordato, provvedano
immediatamente a:
1. Trasmettere i flussi dati mancanti all'INPS per lo sblocco della CIGS di dicembre.
2. Fornire un cronoprogramma certo per il pagamento del preavviso e delle spettanze residue.
Diversamente, tutto quanto non corrisposto rischierebbe di finire all’interno della procedura di
liquidazione legata al concordato semplificato, dilatando ulteriormente le tempistiche con cui i
lavoratori potranno ricevere le proprie spettanze e soprattutto screditando le rassicurazioni finora
fatte ai lavoratori rispetto alla possibilità di ricevere il dovuto con il licenziamento.
L’indignazione per l’epilogo di un marchio storico come Melavì non può quindi ridursi al rimarcare
le difficoltà di vendita di immobili e terreni; in questo momento chi negli anni ha lavorato per
l’azienda merita chiarezza e una presa di responsabilità.
FLAI CGIL FAI CISL UILA UIL SONDRIO
FLAI CGIL Valter Rossi
FAI CISL Chiara Casello
UILA UIL Andrea Farinelli
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