I GEMELLI SPILLER, AZZURRI DI CURLING
Ci sono storie di sport che sembrano fatte apposta per essere raccontate, ancor di più in questo periodo pre-olimpico, dove sembra che a regnare su tutto sia solo la polemica.
Una di queste storie riguarda il curling bormino.
Dopo gli esordi pionieristici di fine anni ’90, con dei campetti di gioco che – in modo un po’ improvvisato e con abbondanti innaffiature di acqua – venivano allestiti all’aria aperta da un pugno di volontari, il curling ha iniziato ad attecchire fra i giovani grazie allo splendido lavoro di Diego Urbani e Anna Fleischmann. Il rink a fianco del Palaghiaccio è diventato, poco per volta, un riferimento per tanti giovani e giovanissimi che scivolano e spazzolano sul ghiaccio, con stones troppo spesso più grandi di loro.
E proprio da una di queste “nidiate” sono usciti i fratelli Cesare e Stefano Spiller, che oggi vestono la maglia della Nazionale di curling (lo scorso anno sono stati protagonisti ai Mondiali junior, con due medaglie d’oro!), e sono stati in lizza per una convocazione alle attuali Olimpiadi, sebbene le scelte tecniche si siano poi orientate su un altro atleta.
Insieme a Stefano, portavoce di entrambi i gemelli, parliamo del loro percorso e dei loro risultati.
Partiamo dalle notizie più recenti, ovvero la mancata convocazione. Ci speravate?
Per un atleta prendere parte alle Olimpiadi penso che sia il massimo delle proprie aspirazioni sportive, un’occasione eccezionale. D’altra parte, le convocazioni effettuate da ogni dirigenza tecnica nazionale dovrebbero essere ponderate affinché il proprio team possa fare al meglio e quindi saranno sicuramente state fatte tutte le valutazioni del caso. Noi abbiamo dimostrato di avere le carte in regola per competere, vedremo il futuro cosa ci riserverà. Per ora, avrò l’opportunità di viverle da commentatore per conto di Eurosport.
Il mondo del curling è coinvolto in una polemica che non rende onore allo spirito olimpico. Che ne pensate?
Tutte le convocazioni sono frutto di scelte che possono recare perplessità, soprattutto se non si conoscono molti retroscena. Ma l’obiettivo di ogni atleta – convocato o non convocato – deve essere quello di dare il meglio di se stesso e di essere più forte di ogni delusione o incomprensione. Anche noi, a volte, guardando come vanno le cose, saremmo tentati di mollare tutto, ma la passione è troppo forte e andiamo avanti.
Da un piccolo centro come Bormio, che effetto fa essere proiettati nel mondo sportivo di altissimo livello?
Ci rende estremamente orgogliosi e allo stesso tempo ci stimola a fare sempre meglio, anche per un senso di gratitudine nei confronti di chi ha creduto in noi e nel curling bormino.
Appunto, parliamo di Diego Urbanim, deus ex machina della Bormio Curling
Se non ci fossero lui e i suoi collaboratori (Anna, Davide, Maio…) con tutta la passione, la dedizione, l’impegno di ore e ore trascorse sul campo… noi non avremmo mai potuto avere questa opportunità di spiccare il volo!
Com’è stato il vostro percorso di crescita?
Abbiamo iniziato che eravamo quasi dei bimbetti, dopo aver provato altri sport. I primi due anni sono stati proprio uno svago; poi, quando abbiamo iniziato a vincere, ci siamo resi conto che potevamo fare bene nel curling e ci abbiamo creduto sempre di più, fino a giungere qui.
Onore all’impegno vostro, ma anche di chi vi ha guidato e accompagnato
Certo, oltre ai tecnici, che ci hanno accompagnato per anni nelle lunghe trasferte su tutto l’arco alpino, anche i nostri genitori ci hanno sempre sostenuto e anche oggi continuano a seguirci ed aiutarci. Anche perché la vita di un atleta, ha un costo tra gare, trasferte, attrezzature… Il loro aiuto è quindi fondamentale. Ma vogliamo anche ricordare tutti i compagni di squadra con cui abbiamo condiviso tanta parte del nostro percorso, perché i risultati sono frutto di un lavoro d’equipe in cui ognuno dà il suo contributo.
Avete uno sponsor?
Noi no, ma la nostra società di Brunico (l'ASC Curling Südtirol/Alto Adige) è estremamente professionale e ci riconosce le spese legate alla nostra attività. Bisogna considerare che il curling è uno sport di nicchia e che le competizioni si svolgono in luoghi molto distanti tra loro.
Lo scorso anno avete fatto una prodezza eccezionale, sinora mai riuscita ad altri
Sì, abbiamo vinto il Mondiale junior in coppia con Andrea e Stefano Gilli e con Francesco Vigliani. E' stato il nostro primo Mondiale e più perfetto di così non poteva andare! Io, inoltre, ho avuto l’occasione di partecipare anche al mondiale doppio misto di Edmonton in Canada e anche lì vincere l’oro in coppia con Lucrezia Grande. Emozioni bellissime!
Dopo le scuole superiori, il grande balzo
Sì, abbiamo deciso di intraprendere la strada verso il curling professionistico e abbiamo grandi obiettivi per i prossimi anni. Lo scorso anno ci siamo trasferiti a Pinerolo per fare qualche esperienza attraverso la MJ Academy; adesso giochiamo invece per l'ASC Curling Südtirol/Alto Adige, che ci consente di disputare il campionato assoluto di serie A oltre a una serie di tornei di grandissimo livello. Queste opportunità ci consentono di crescere tecnicamente e fare tanta tanta esperienza.
I vostri obiettivi si sono man mano accresciuti?
Certamente! Da piccoli avevamo l’aspirazione massima di battere le squadre di Pinerolo, perché erano gli atleti nel giro della Nazionale junior e quindi per noi era un risultato prestigioso e di conferma delle nostre capacità. Oggi, che siamo diventati tutti amici e colleghi, i nostri obiettivi si sono spostati ancora più in là, alle prossime Olimpiadi! Guardiamo avanti con ambizione e determinazione e speriamo di poter avere la nostra occasione.
Dopo il Mondiale è cambiato qualcosa a livello di visibilità?
Un pochino: riscontriamo molto apprezzamento da parte degli altri giocatori e questo ci fa piacere. D’altra parte, l’ambiente del curling è piccolo e ci conosciamo tutti, abbiamo stretto amicizie e rapporti molto cordiali. Speriamo che questo si traduca anche in un futuro con maggiori opportunità di rappresentare bene la nostra società e l’Italia...
Qualche risultato di rilievo, oltre ai Mondiali?
Le Universiadi dello scorso anno sono state un’altra grande esperienza internazionale, sebbene Cesare non fosse stato convocato ed io abbia giocato pochissimo. Tra l’altro, le Universiadi sono state vinte da atleti come Høstmælingen (Norvegia) che noi abbiamo battuto nella finale dei Mondiali.
Lo scorso autunno abbiamo partecipato a diversi tornei internazionali: l’European junior di Praga e il Danish Open di Copenaghen (che abbiamo entrambi vinto), il Grand Prix di Berna in cui abbiamo fatto risultato fino ai quarti di finale.
L’estate, invece, siamo stati al Baden Master in Svizzera, un torneo di altissimo livello dove siamo usciti ai round robin.
Recentemente, infine, abbiamo vinto la Sun City Cup di Svezia e conquistato il secondo posto al Perth Master in Scozia, dove siamo riusciti ad avere la meglio e battere molti giocatori che saranno protagonisti alle imminenti Olimpiadi 2026.
Avete anche un piano B?
Oltre a giocare a curling, lo scorso anno ci siamo iscritti al corso di laurea in ingegneria informatica al Politecnico di Torino. A dire il vero, gli studi vanno un po’ “a corrente alternata” perché tra raduni, gare e impegni vari siamo spesso in giro. Ma nel futuro, ci piacerebbe restare nel mondo del curling, è quello che ci diverte e ci appassiona di più!
Quando siete a Bormio, vi capita di tornare in pista?
Certo! Andiamo volentieri a trovare i giovani che si allenano e li vediamo molto preparati, in particolare ci hanno colpito le ragazze, ci sembrano davvero in gamba per come tengono il campo e il gioco! Se capita, diamo a tutti qualche consiglio e devo dire che ci ascoltano e sono molto curiosi, hanno voglia di imparare. Poi, chissà…. magari anche loro avranno l’opportunità di mettersi in luce e puntare in alto!e far sì che anche il curling diventi un'altra bella risorsa per il territorio.
- Anna -
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RISULTATI DI SPESSORE! European Junior Curling Tour Event di Praga (Rep. Ceca): successo assoluto a Praga con tutte le partite vinte su Germania, Giappone, Romania, Scozia e ben cinque rappresentative della Svizzera. Grand Prix di Berna (Svizzera): L’Italia degli Spiller/Gilli se l’è giocata contro Scozia, Olanda, Cecoslovacchia, Turchia, Francia, Germania, Svezia, Norvegia, Inghilterra, Canada, Belgio e Svizzera. 5° posto parimerito con il team trentino. Danish Open di Copenaghen (Danimarca): vittoria completa per i ragazzi italiani, che in finale hanno battuto i detentori del titolo. Baden Master (Svizzera): inserito nel circuito del WTC (World Curling Tour) che riunisce i migliori giocatori al mondo. Grandissima esperienza conclusa ai round robin. Sun City di Karlstad (Svezia): vittoria prestigiosa sulle rappresentative di Scozia, Svizzera, Danimarca, Olanda, Finlandia, Norvegia, Svezia, Giappone, India, Cina. In particolare, i ragazzi italiani hanno prevalso su alcune delle più forti esponenti di questa disciplina come Norvegia e Svizzera. Perth Masters (Scozia): un argento che vale oro per i giovani Spiller e Gilli, che solo in semifinale si sono arresi davanti agli scozzesi in una partita sempre all’inseguimento. Venti le formazioni maschili partecipanti, tra Cina, Svizzera, Scozia, Svezia, Olanda, Norvegia, Giappone, Danimarca, Polonia, Belgio. |
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