Ricerca sulla povertà e l'insicurezza alimentare in provincia di Sondrio: il welfare di comunità per contrastarla
(Sondrio, 15 ottobre 2026) - L'allargamento delle alleanze territoriali, il rafforzamento dei soggetti che svolgono il ruolo di antenna, nell'ambito di un sistema di welfare comunitario efficace ed efficiente, che si è già affermato da tempo in provincia di Sondrio, sostenuto da pubblico, privato sociale e da moltissimi volontari. È la via indicata per contrastare il fenomeno della povertà e insicurezza alimentare, che ad oggi, in Valtellina e Valchiavenna, coinvolge circa 600 famiglie, per duemila persone, che con continuità ricevono aiuti. La situazione è stata analizzata dalla prima Ricerca sulla povertà alimentare in provincia di Sondrio, a cura di Codici, Sol.Co Sondrio e Centro Servizi Volontariato Monza Lecco Sondrio, che è stata presentata martedì scorso nella Sala consiliare del Palazzo della Provincia, a Sondrio. Il Quaderno che ne raccoglie i risultati, il terzo realizzato dall'Osservatorio provinciale per il contrasto alle povertà e alle vulnerabilità, integra la riflessione sull'azione delle diverse reti territoriali con l'approfondimento dei profili sociali delle persone che vivono questa condizione. La ricerca è stata condotta da Codici, la cooperativa sociale che coordina l'Osservatorio provinciale per il contrasto alle povertà e alle vulnerabilità, attivo nell'ambito del progetto ProPositivi, promosso con il contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione Peppino Vismara e Fondo Beneficenza Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Fondazione Pro Valtellina, con il consorzio di cooperative sociali Sol.Co Sondrio quale principale interlocutore.
Un incontro pubblico partecipato, aperto dai saluti istituzionali: del presidente della Provincia Davide Menegola, che ha evidenziato l'importanza di conoscere a fondo la problematica e la necessità di condividere la responsabilità di intervenire; del vicepresidente di Fondazione Pro Valtellina Costantino Tornadù, il quale ha rimarcato il lavoro straordinario svolto dai volontari che portano il loro contributo nelle situazioni di disagio, indicando l'opportunità di analizzare i dati per definire le azioni; del presidente di Sol.Co Clemente Dell'Anna, che si è soffermato sulla pluralità dell povertà, che è variabile e in continuo mutamento, alla quale bisogna rispondere in maniera diversa.
Per Codici, è toccato a Massimo Conte, nel gruppo di ricerca con Jacopo Zappa e Lucia Coradi, illustrare nel dettaglio i risultati, partendo da un assunto: le povertà non sono tutte uguali e necessitano di risposte differenti, ma tutte impattano sulla vita delle persone e ne segnano le relazioni sociali. La povertà alimentare è al centro del progetto ProPositivi e di numerose azioni promosse in questi anni sul nostro territorio. Si parla di povertà e insicurezza alimentare quando una persona o un nucleo familiare non ha un accesso economico o fisico regolare a una quantità sufficiente di cibo sicuro, nutriente e adeguato a garantire una vita sana. La ricerca ha analizzato la problematica dal punto di vista dei soggetti che la vivono, attraverso questionari, e da quello delle reti territoriali che la contrastano, con focus group tematici, quale strumento conoscitivo completo, utile alle istituzioni locali, agli enti del Terzo settore e alle organizzazioni di volontariato. Nei quattro capitoli di analisi e in quello finale di sintesi, il Quaderno privilegia le elaborazioni dei dati al corredo statistico per soffermarsi sull'analisi dello status quo. Ricostruisce i profili delle persone, in quanto conoscerle consente di individuare gli interventi più opportuni. La vulnerabilità, almeno una, coinvolge il 64% dei circa mille soggetti che hanno compilato il questionario. Vi è un nesso stringente tra la percezione della propria condizione economica, definita dalla facilità o dalla difficoltà con cui si arriva alla fine del mese, e i comportamenti di spesa, a cui seguono rinunce e limitazioni. L’incapacità di fare fronte alle spese impreviste di ammontare superiore a mille euro, essere in ritardo con le spese per bollette, affitti, mutui o prestiti, non poter riscaldare in modo adeguato la propria casa mostrano tutti valori molto alti e sembrano agire come condizioni associate in modo forte con le situazioni di insicurezza alimentare moderata e grave. Una relazione che, pur in modo meno forte, hanno anche i comportamenti di insicurezza economica legati alle spese sanitarie e alle spese per istruzione e formazione. Sul fronte dell'aiuto, l'aspetto interessante non è rappresentato dalla tipologia bensì dalla provenienza: nell'ordine, le persone intervistate si rivolgono alle reti familiari e amicali, alla Parrocchia, ai Servizi sociali, alle associazioni di volontariato. Ma vi sono anche molte persone che pur vivendo in una condizione di insicurezza moderata o grave non ricevono o non hanno richiesto aiuto. L'interesse si concentra quindi su questo segmento: esistono barriere di accesso agli aiuti, ma ci sono anche segnali predittori in grado di intercettare allarmi precoci.
Nella seconda parte, Lucia Coradi di Codici ha introdotto il tavolo di confronto con gli attori degli ambiti della provincia di Sondrio sulle reti territoriali e i modelli di intervento. Silvia Tognoni, di Sol.Co, per Sondrio, Marina Peyronel, della Croce Rossa di Morbegno, per la Bassa Valle, Patrizia Lodigiani, del Centro di distribuzione di Mese della Caritas Diocesana, per la Valchiavenna, e Loris Guzzi, della Caritas Diocesana provinciale, per il Tiranese e l'Alta Valle, hanno illustrato il loro lavoro, tra approvvigionamenti, relazioni con gli enti e individuazione dei beneficiari. Realtà con proprie peculiarità ma integrate, che condividono opportunità e difficoltà, in grado di garantire un aiuto continuativo a circa 600 nuclei familiari, per duemila persone raggiunte. Una rete attiva, che opera nel solco della sussidiarietà, integrando le misure garantite dal settore pubblico, alimentata dalla passione e dall'impegno di moltissimi volontari. A loro si sono rivolti, in chiusura, il direttore di Sol.Co Massimo Bevilacqua e il vicepresidente di Fondazione Pro Valtellina Tornadù: un riconoscimento al loro ruolo, fondamentale anche per povertà e insicurezza alimentare, e un pubblico ringraziamento al loro impagabile lavoro.
Il Quaderno sulla povertà alimentare, insieme ai due precedenti, sull'andamento dei redditi e sulla povertà sanitaria in provincia di Sondrio, è disponibile sul sito internet www.propositivi.org.
Emanuela Zecca
Ufficio Stampa Progetto ProPositivi
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