70 ANNI DI SOCCORSO ALPINO A VALFURVA

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70 ANNI DI SOCCORSO ALPINO A VALFURVA

Mar, 11/08/2026 - 15:21
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La Stazione si racconta: una serata informativa e narrativa

L’auditorium del Centro Visitatori di S. Antonio Valfurva ha ospitato un’interessante iniziativa legata alla nascita e all’operatività del Soccorso Alpino locale, con particolare riguardo alla stazione di Valfurva.

“Dentro il Soccorso Alpino. La Stazione di Valfurva si racconta” è stata pensata non solo come omaggio al lavoro dei soccorritori, vitale e indispensabile presidio di montagna, ma anche per render noto al pubblico ciò che sta dietro tale macchina organizzativa, troppo spesso banalizzata.

Il Soccorso Alpino nasce il 12 dicembre 1954 e sotto la denominazione di "Corpo di soccorso alpino" (CNSA); nella Provincia di Sondrio le prime 7 stazioni vengono istituite nel 1956 tra cui quella di Valfurva con l’apporto di 22 soci fondatori. L’aggiunta della sezione Speleologica avvenuta nel 1968 ha portato all’attuale nome di CNSAS, che risulta ufficialmente quale sezione nazionale del Club Alpino Italiano (CAI).

Da Statuto, l’associazione opera in modo del tutto volontario, apartitico, apolitico e senza alcun fine di lucro, ed è ispirata ai principi di solidarietà e fiducia reciproca tra i soci. Le funzioni con cui viene solitamente identificata l’operatività il Soccorso Alpino sono legate prevalentemente al soccorso e recupero di persone infortunate, disperse o in imminente pericolo di vita in ambienti impervi (montagna, grotte o altro), nonché il relativo trasporto dei medesimi in collaborazione con AREU; quest’ultima attività, è bene saperlo, è sostenute dal Servizio Sanitario Nazionale; Il CNSAS, infatti, non riceve il denaro che, in determinate condizioni, chi è soccorso è chiamato a versare. Le attività del Soccorso Alpino sono finanziate da fondi pubblici, contributi regionali, convenzioni, donazioni e 5×1000.

Fra i suoi compiti rientrano anche operazioni di Protezione Civile (interventi in caso di calamità o emergenze), formazione, addestramento e aggiornamento dei volontari, prevenzione e vigilanza, sviluppo di tecniche e tecnologie per ottimizzare le operazioni di soccorso (come accaduto nel 1987 con il cavalletto Cevedale per il recupero da crepacci, brevettato dalla stazione Bormio nella persona di Quintavalla Alberto).

la stazione di Valfurva risulta compost da 20 Operatori soccorso alpino, 5 Tecnici soccorso alpino, 2 Tecnici ricerca, 1 Coordinatore di ricerca, 1 Cinofilo (Valanga, superficie, macerie, cadaveri) e 1 Tecnico elisoccorso. A livello nazionale la struttura operativa consta di oltre 6700 tecnici distribuiti su 235 stazioni.

I dati statistici 2025 hanno calcolato 205.000 ore-uomo spese soltanto in attività di intervento, nelle oltre 13 mila missioni di soccorso; è un numero considerevole e non sono soltanto un dato: sono notti interrotte, cene rimandate, chilometri percorsi senza sapere quando si rientrerà. Sono decisioni prese in pochi secondi e responsabilità che rimangono addosso molto più a lungo.

In qualunque caso, il Soccorso Alpino non giudica mai: il suo compito è aiutare chi si trova in difficoltà e non va mai dimenticato che la montagna è un ambiente complesso in cui anche le persone esperte possono ritrovarsi in situazioni critiche.

Perciò, il modo migliore per rendere onore a questi volontari è di programmare le escursioni nel miglior modo possibile e – se qualcuno avesse le conoscenze richieste e la voglia di impegnarsi – farsi avanti per dare una mano!

- Anna L. -

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