Audizione presso V Commissione D.G. Infrastrutture e Opere pubbliche del Consiglio di Regione Lombardia “Tangenzialina di Bormio – Piana dell’Alute”

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Audizione presso V Commissione D.G. Infrastrutture e Opere pubbliche del Consiglio di Regione Lombardia “Tangenzialina di Bormio – Piana dell’Alute”

Mer, 06/05/2026 - 14:55
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Sondrio – Milano/Bormio, 5 Maggio 2026 – Si è conclusa con una netta denuncia di "cortocircuito tecnico e amministrativo" l’audizione dello scorso 30 aprile presso la V Commissione Territorio di Regione Lombardia, promossa dalla Consigliera Chiara Valcepina (Fratelli d'Italia) per fare luce sul futuro della Piana dell'Alute. Al tavolo del confronto, l'associazione Italia Nostra APS e il Comitato "Bormini per l'Alute" hanno smontato la narrazione ufficiale dell'opera, definendola una "bretella urbana" dannosa, evidenziando le gravi responsabilità del Comune di Bormio, il cui Sindaco è risultato il grande assente dell'incontro.

Nel corso dell'audizione, Italia Nostra (rappresentata da Massimiliano Greco, presidente del Consiglio Direttivo Regionale  della Lombardia e Antonio Muraca, membro del Collegio dei Probiviri e relatore in questa Commissione) ha presentato un'analisi tecnica dettagliata che fa emergere un paradosso progettuale: l'opera, impropriamente chiamata "tangenzialina", non è un bypass in grado di alleggerire il centro abitato. Al contrario, si tratta di una bretella di penetrazione che farà confluire i veicoli direttamente nel cuore di Bormio.

"Siamo di fronte a un errore storico e di pianificazione," ha incalzato Antonio Muraca nel suo intervento per Italia Nostra. "Mentre il PGT prevedeva varianti realmente risolutive – come il tunnel sotto il Monte Vallecetta con sbocco a Uzza, l'unico vero intervento capace di deviare il traffico verso la Valfurva – si è scelto di forzare un tracciato concepito nel 2005 che distruggerà la Piana dell'Alute aggravando la viabilità urbana".

Un altro punto cruciale sollevato in Commissione è la completa perdita di scopo dell'infrastruttura. Finanziata con 7 milioni di euro per servire esclusivamente i Giochi Olimpici 2026, l'opera, come ben esposto e sottolineato dall’avv. Stefano Clementi ( relatore per il comitato dell’Alute) si scontra oggi con la realtà dei fatti: le Olimpiadi si sono concluse e la rete viaria esistente ha retto perfettamente l'impatto dei flussi.

Continuare a forzare la realizzazione di quest'infrastruttura si profila come un potenziale danno erariale. Un rischio già paventato dalla Corte dei Conti (Delibera 68/2025/G), che ha acceso i riflettori sul Fondo opere infrastrutturali, mettendo in guardia contro il pericolo di costruire "cattedrali nel deserto" con costi insostenibili per l'erario pubblico.

Durante il tavolo regionale, la società CAL (Concessioni Autostradali Lombarde) ha confermato di essere in attesa dell'imminente udienza al TAR, ma ha sottolineato un dato politico inequivocabile: il committente formale dell'opera è il Comune di Bormio.

La Commissione ha preso atto con forte disappunto dell'assenza della Sindaca Silvia Cavazzi;"Se il Comune non si presenta a difendere l'opera in un'audizione ufficiale, dimostra una grave mancanza di rispetto istituzionale verso la Regione e i cittadini. Spetta ora all'amministrazione comunale la responsabilità politica e amministrativa di abbandonare un progetto privo del supporto del territorio".

Oltre ai vizi di legittimità procedurale – come i decreti regionali di proroga carenti dei requisiti legali di pubblicazione – Italia Nostra ha ricordato il valore sacro e inviolabile del sito. L’Alute (dall'etimo "Palude") funge da secoli da bacino naturale di laminazione per le piene del Frodolfo. Persino nelle mappature storiche dei Padri Gesuiti, l'area è sempre stata preservata dalla cementificazione.

Oggi l'Alute, classificata come area agricola sovraccomunale non edificabile, è un habitat vitale e corridoio ecologico (RER), dove nell'aprile 2025 è stata documentata perfino la sosta della cicogna bianca, specie protetta. Un chilometro di asfalto azzererebbe la permeabilità del suolo in aperta violazione dell'Articolo 9 della Costituzione.

"Per Bormio, l'Alute non è un sedime stradale: è il nostro Colosseo. È un bene identitario indivisibile per cui i cittadini hanno già versato oltre 31.000 euro in spese legali," ha ribadito Muraca.

Italia Nostra e il Comitato Alute rivolgono un appello formale e congiunto:

a.       Alla Regione Lombardia: affinché stralci definitivamente l'opera e ritiri il finanziamento per un’infrastruttura che, perso il requisito di "olimpicità", si configura come palesemente inutile, dannosa e in conflitto con le reti ecologiche regionali.

b.       Al Comune di Bormio: affinché onori la volontà popolare e il patto millenario con il proprio territorio, rinunciando a un progetto che la storia, l'ecologia e la tecnica hanno già bocciato.

"La politica dell'asfalto a ogni costo è finita", conclude Italia Nostra. "Lo stralcio della tangenzialina non è una ritirata, ma un atto di saggezza amministrativa. Chiediamo alle istituzioni di proteggere l'Alute da questo errore burocratico".

Ufficio Stampa Italia Nostra APS – Sez. di Sondrio -

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