RIFONDAZIONE A FIANCO DEL COMITATO "IL GRANDE IDROELETTRICO"
Condividiamo totalmente le obiezioni sollevate dal Comitato “Il Grande Idroelettrico” sul rapporto di A2A con il territorio della Provincia di Sondrio che si riduce ad un super-sfruttamento delle risorse idriche.
Nella nostra Provincia, con la stessa quantità di territorio, si produce il doppio ed anche il triplo di energia elettrica rispetto al Trentino, all’Alto Adige, alla Valle d’Aosta ed alla provincia di Belluno. Questo è possibile perché da noi si raccolgono le acque con le dighe e i canali di gronda e con lo spostamento delle acque, per la turbinazione, in bacini diversi da quelli da cui vengono prelevate. Tutto ciò per concentrare la produzione in poche centrali.
Di questo eccessivo sfruttamento ne fa le spese il territorio dove il relativo abbassamento della falda acquifera provoca l’inaridimento del terreno che viene così sottoposto a maggiore possibilità di franamento.
Tutto ciò può succedere anche per il non coinvolgimento delle popolazioni locali nei rapporti con le aziende produttrici: ENEL, A2A, EDF.
In questo periodo di scadenze delle concessioni in essere, la Regione Lombardia, titolare del demanio idrico, si limita a rinnovare le concessioni, mediante aste che prevedono la continuazione dell’attuale supersfruttamento con l’aggiunta di qualche briciola in più in favore della Provincia e dei comuni.
Allo scadere delle concessioni la Regione Lombardia diventa proprietaria di tutte le strutture, eccetto gruppi di produzione e stabili delle centrali. Noi chiediamo che l’Ente Pubblico si faccia carico, in prospettiva, di gestire in proprio la produzione, in una prima fase anche mediante ditte private che potrebbero gestire la produzione, senza essere concessionarie.
La nostra provincia ha bisogno di nuove risorse economiche per investimenti nel settore dell' assistenza , della formazione e istruzione e soprattutto per un intervento forte sul territorio.
L’abbandono della fascia territoriale dai 600/700 metri di livello sino ad oltre i 1300/1400, aumenta la possibilità di incendi che indeboliscono ulteriormente la stabilità dei versanti. Si rende necessaria l’organizzazione di una azienda pubblica, che mediante i maggiori introiti rivenienti dall’idroelettrico, gestito in proprio, provveda a mantenere il territorio, anche sul terreno dei privati in quanto le opere sono da ritenere di pubblico interesse per la sicurezza degli abitati e delle persone.
Segreteria Provinciale di Sondrio
Partito della Rifondazione Comunista
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