Il professor Vincenzo Guarracino alla guida della Giuria del Premio Internazionale “Giovanni Bertacchi”
Tra memoria, tradizione e nuove prospettive della letteratura contemporanea
Il professor Vincenzo Guarracino, figura di riferimento negli studi letterari italiani e nella critica poetica, è stato recentemente nominato Presidente della Giuria del Premio Internazionale di Letteratura “Giovanni Bertacchi”. Un incarico che, come lui stesso sottolinea, assume un valore profondamente simbolico e culturale.
«Un orgoglio legato alla memoria della formazione»
“Mi sento orgoglioso della scelta – afferma Guarracino – perché per una generazione come la mia, cresciuta negli anni Quaranta, Giovanni Bertacchi rappresentava una presenza costante nei percorsi scolastici e formativi”.
Il poeta delle Alpi, ricordato come voce sensibile della natura e dei sentimenti, si inseriva nella tradizione che da Giosuè Carducci a Giovanni Pascoli poneva al centro la natura, la dignità umana e il riscatto sociale. “Bertacchi – aggiunge il professore – era un punto di riferimento per temi come il progresso e la libertà dell’uomo, intesi come emancipazione dalla miseria”.
I classici come bussola per la scrittura contemporanea
Nel corso della sua lunga carriera accademica, Guarracino ha approfondito l’opera di grandi autori della letteratura italiana come Giacomo Leopardi e Giovanni Verga. Da entrambi, sottolinea, emerge una lezione ancora oggi fondamentale.
Leopardi, spiega, come emblema della ricerca interiore e della consapevolezza dell’uomo di fronte alla propria condizione esistenziale; Verga, invece, come osservatore della realtà sociale e delle dinamiche di riscatto umano attraverso la fatica e la lotta quotidiana.
Premi letterari e valore culturale condiviso
Il professore ha alle spalle una lunga esperienza in giurie di concorsi letterari nazionali, tra cui il Premio San Pellegrino, il Premio Piazza Pontida e il Premio PontedilegnoPoesia. Ha inoltre ideato iniziative culturali come “Angeli nel cielo del Cilento”.
“Ciò che ho sempre cercato – afferma – è l’autenticità dei contenuti, indipendentemente dai nomi. Un premio letterario deve essere soprattutto uno spazio di incontro e socializzazione culturale, capace di stimolare la scrittura e il confronto tra autori e pubblico”.
Giovani autori e funzione dei concorsi letterari
Secondo Guarracino, i premi letterari hanno senso solo se diventano strumenti di crescita per le nuove generazioni. “Chi partecipa non deve pensare necessariamente di vincere, ma di farsi conoscere e di entrare in un processo di crescita culturale”.
A sostegno di questa visione richiama anche l’esperienza di Leopardi, ricordando come, pur non avendo grande considerazione dei premi, abbia continuato la sua ricerca poetica anche dopo eventuali insuccessi, fino alla stagione dei Canti della maturità, letta dal critico Walter Binni come fase dell’“eroica rassegnazione”.
Il valore attuale dell’eredità di Bertacchi
Alla domanda sull’attualità del poeta delle Alpi, Guarracino sottolinea la capacità di Bertacchi di osservare con stupore la natura e la fatica umana, con una partecipazione emotiva rara e ancora oggi significativa.
In un’epoca globalizzata, il messaggio che emerge è quello di una riscoperta delle “piccole patrie” non in senso chiuso o identitario, ma come risorse morali e culturali capaci di sostenere la vita e la crescita collettiva.
Un invito agli autori del Premio
In vista della XIII edizione del Premio Internazionale di Letteratura “Giovanni Bertacchi”, il Presidente della Giuria rivolge un messaggio chiaro ai partecipanti:
“Mi aspetto una partecipazione viva e gioiosa, segnata dal desiderio di confronto e di arricchimento reciproco. La giuria saprà valutare senza pregiudizi ciò che merita di emergere”.
Un invito che riafferma la natura del premio come spazio aperto di dialogo culturale, nel solco della tradizione letteraria italiana e della sua continua evoluzione.
- Lorenzo Cisani -
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