CGIL Sondrio: No alla presenza dell’ICE alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Sondrio, 28 gennaio 2026
La CGIL di Sondrio esprime una ferma contrarietà alla presenza di membri dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) fra la delegazione diplomatica statunitense durante le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.
Da giorni circolano notizie confuse e contraddittorie sulla partecipazione di questo corpo alle attività di sicurezza dell’evento. Dichiarazioni vaghe, conferme parziali e smentite sollevano interrogativi gravi. È preoccupante che il Ministro dell’Interno, Piantedosi, a poche settimane da un appuntamento internazionale di tale portata, abbia dichiarato di non esserne a conoscenza: una situazione che evidenzia mancanza di chiarezza e di responsabilità istituzionale.
Non stiamo parlando di una forza di polizia qualsiasi. L’ICE è un corpo armato federale noto a livello internazionale per operazioni violente, arresti arbitrari e gravi violazioni dei diritti umani, arrivando ad uccidere a sangue freddo inermi cittadini Americani. Azioni che sono state ampiamente documentate anche dalle immagini provenienti dagli Stati Uniti, creando in tutti noi un forte senso di sgomento e indignazione. Un corpo che ha diffuso paura e odio nelle città, arrivando persino a minacciare una troupe della RAI impegnata nel proprio lavoro giornalistico.
Ci chiediamo: possiamo davvero immaginare forze armate di questo tipo operare nelle strade di Bormio e Livigno? Chi potrebbe sentirsi al sicuro?
La CGIL non può accettare che venga messa a rischio la sicurezza di chi vive e lavora nei territori olimpici. È evidente che l’ICE non offre alcuna garanzia di operare secondo i principi e le modalità che caratterizzano il sistema di sicurezza italiano. Parliamo di un corpo che entra nelle abitazioni senza mandato, che agisce con metodi violenti e arbitrari: pratiche che respingiamo con decisione e che non hanno nulla a che vedere con la nostra idea di sicurezza.
La presenza di un corpo militare straniero con funzioni di controllo dell’immigrazione, rappresenterebbe un pericolo per tutti e rischierebbe di trasformare un evento sportivo mondiale in un contesto di sorveglianza e discriminazione, tradendo i valori di inclusione, rispetto e fratellanza che sono alla base dello spirito olimpico e paralimpico.
Per noi la sicurezza è un’altra cosa: è quella che tutela le persone, il lavoro, le comunità, chi vive le città, le montagne e le periferie. Non quella che genera paura.
La CGIL di Sondrio chiede alle istituzioni nazionali e locali, al Comitato Olimpico e agli organizzatori di Milano-Cortina 2026 di garantire un evento aperto e pacifico, in cui la sicurezza di lavoratori, visitatori e atleti sia assicurata nel pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
- La Segreteria provinciale della Cgil Sondrio -
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