“…IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME. SENSAZIONE INCREDIBILE”. IL PREMIO INTERNAZIONALE MATTEO BAUMGARTEN (XXIII^ EDIZIONE) DIVENTA OCCASIONE PER APRIRSI A UNA RIFLESSIONE SUL FUTURO

1
min di lettura

“…IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME. SENSAZIONE INCREDIBILE”. IL PREMIO INTERNAZIONALE MATTEO BAUMGARTEN (XXIII^ EDIZIONE) DIVENTA OCCASIONE PER APRIRSI A UNA RIFLESSIONE SUL FUTURO

Mar, 16/04/2019 - 12:44
Pubblicato in:

Matteo Baumgarten continua a lasciare dietro di sè semi di solidarietà in favore dei giovani e lo fa grazie alla tenacia della sua famiglia, che da 23 anni ne onora la memoria con il Premio Internazionale a lui dedicato. Un premio destinato a giovani sportivi, come era Matteo, che si sono particolarmente distinti nella loro disciplina e soprattutto che hanno saputo coniugare il sacrificio nello sport con l’impegno nello studio, in particolare quello universitario. Ideali che Matteo aveva saputo mettere in pratica nel corso della sua vita e che i sostenitori dell’iniziativa hanno creduto di riproporre all’attenzione dei tanti giovani che riescono ad eccellere nello sport senza trascurare la preparazione scolastica.

Domenica 14 febbraio, al Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio, alla presenza dei soci del Lions Club e di un folto numero di familiari, simpatizzanti e amici di Matteo, il premio è stato consegnato alla studentessa austriaca Lisa Unterweger, specialista dello sci di fondo e iscritta alla Faculty of Business Administration and Economics della Fern Universität in Hagen (Germania). La candidatura di Lisa ha sopravanzato le altre 15 giunte da ogni parte del globo, perchè il Premio Baumgarten si apre a tutto il mondo proprio come Matteo era aperto a ogni opportunità e possibilità.

“Matteo per noi rappresenta un patrimonio di affetti che non possiamo permetterci di disperdere” – dice il padre Giacomo nel suo discorso di apertura – ed infatti da 23 anni questo “patrimonio” diffonde nel mondo i suoi frutti, grazie anche ai numerosi sostenitori che aiutano a non dimenticare “emozioni e sentimenti, che altrimenti il tempo, nel suo inevitabile scorrere, porterebbe a cancellare”. Non poteva esserci occasione migliore per svelare un altro dono di Matteo, alcune righe casualmente ritrovate e scritte appena prima di partire per il fatale Vermount, “ove, con un linguaggio puntuale ed una tensione emotiva straordinaria, descrive il suo stato d’animo lacerato dal contrasto, all’apparenza insanabile, fra il legame con il mondo nel quale ha vissuto fino a quel momento, con gli amici,  la famiglia, il Leibniz e l’ignoto, che sembra riservargli la decisione di percorrere una strada nuova, ricca di promesse, ma anche di incertezze”. Leggendole ci pare di percepire anche noi lo stesso ardente palpito vissuto da Matteo quando, circondato dal buio e dal silenzio più completi, ha alzato lo sguardo al cielo stellato: “Sensazione incredibile: vicinissimo a me stesso, ho sentito di essere anche vicinissimo a qualcos’altro. La natura, Dio, il tutto? Non lo so. Ma ho toccato qualcosa di veramente grande. Mi sono veramente trovato dove non ero mai stato”. Parole che racchiudono l’insondabile profondità dell’animo e che ci aiutano a non perdere il contatto con la vera essenza di noi stessi.

Anna

Foto: Roberta Cervi