Giustizia e Devolution: Il Partito Popolare del Nord denuncia il divario strutturale. “Il Nord non può più essere ostaggio di un’Italia che teme il futuro. È ora dell'autonomia fiscale.”

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Giustizia e Devolution: Il Partito Popolare del Nord denuncia il divario strutturale. “Il Nord non può più essere ostaggio di un’Italia che teme il futuro. È ora dell'autonomia fiscale.”

Gio, 26/03/2026 - 17:35
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Lecco, 25 marzo 2026

Lecco – A seguito degli esiti dei Referendum sulla Giustizia, il Partito Popolare del Nord guidato
dall’ex Ministro Roberto Castelli, interviene con una nota durissima, evidenziando come il voto
abbia ricalcato le storiche fratture già emerse vent’anni fa con il referendum sulla Devolution. Non
si tratta di una semplice coincidenza, ma della conferma di una dicotomia strutturale che vede il
Nord produttivo contrapposto a un’Italia arroccata sullo status quo.
“Questo voto non divide la politica, divide l’economia reale del Paese,” esordisce il PPN. “Siamo di
fronte all'ennesima certificazione di una geografia del valore dove chi crea ricchezza guarda al
cambiamento, mentre chi ne è privo teme il futuro. È inaccettabile che le aree che trainano il Paese
debbano correre con le ‘gambe legate’ per sostenere chi preferisce l’immobilismo.”
I dati parlano chiaro: il fronte del “Sì” ha vinto nell’Italia produttiva — Lombardia, Veneto e Friuli-
Venezia Giulia — trascinato dai lavoratori autonomi (il 55% del mondo autonomo ha votato SI) e
dai dipendenti privati. “Esiste una questione legata al mondo produttivo che non può più passare
inosservata”, incalza il Partito “c’è chi la mattina si sveglia per produrre e inventarsi il lavoro, e chi
invece pensa a come farsi mantenere o garantire da ‘mamma Stato’. Questa pantomima
dell’assistenzialismo, che sia di destra o di sinistra, deve finire. Siamo ingabbiati da una burocrazia
devastante e da una tassazione soffocante.”
Il cuore della critica del Partito Popolare del Nord punta dritto alla questione fiscale e al
riconoscimento di una specificità culturale ed economica del Settentrione che rimane irrisolta. “È
giunto il momento di mettere sul tavolo la tutela di chi produce reddito. Il sistema attuale premia
chi consuma la ricchezza prodotta da altri, penalizzando chi la genera. Basta privilegi e contributi,
basta essere zavorrati da un’Italia arretrata e che vive di sussidi pubblici. La ricchezza va lasciata a
chi e dove viene prodotta.”
In conclusione, si richiama la necessità di un'ampia riforma dello Stato basata sull'autonomia come
previsto dalla Costituzione e auspicato da figure come Gianfranco Miglio. “L’Autonomia dei territori
non serve a creare differenze, ma a consentire sviluppi misurati sulle reali esigenze di chi corre. È una questione di sopravvivenza: il Nord deve essere messo in condizione di competere nel mondo
occidentale, vedendo finalmente riconosciuta la propria identità di motore economico e sociale.”
SÌ → 46,26% voti → ~57% PIL territoriale
NO → 53,74% voti → ~43% PIL territoriale

Claudio Bertolutti PPN FRIULI V. G.
Partito Popolare del Nord
Via Roma 6 - 23900 Lecco

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