LA CHIESA DEL SASSELLO SOSPESA TRA PROGETTI E VINCOLI
La scorsa settimana si è riunita in assemblea pubblica l’associazione APS Sassello, fondata con l’obiettivo preciso di salvare la piccola chiesetta dedicata alla Visitazione di Elisabetta (e chiamata affettuosamente dai bormini “Madonna della Pazienza”), dal gravissimo degrado in cui si trova dopo secoli di incuria e quasi totale abbandono. Ma dopo i primi anni di alacre attività – dopo aver finalmente risolto le pratiche relative alla proprietà e quando il percorso sembrava ormai avviato verso una fase di progettualità operativa – i volontari dell’associazione si sono imbattuti in una serie di vincoli e atti burocratici che stanno ritardando l’inizio dei lavori oltre ogni ragionevole aspetto. Lo sconforto è palese, soprattutto di fronte a richieste che sembrano stridere con l’urgenza dettata dal pericolo sempre più imminente di perdere i beni conservati nel piccolo oratorio in reparto Combo: arredi, mobili, ex voto e insostituibili oggetti d’arte risalenti ai secoli scorsi, come pure quegli affreschi che si intuiscono sotto le tinteggiature e che potrebbero rivelarsi assai preziosi, addirittura quattrocenteschi se coevi alla realizzazione della chiesa stessa.
Come già emerso dall’assemblea precedente (https://altarezianews.it/2026/04/chiesa-del-sassello-di-bormio-si-attende-la-risposta-della-soprintendenza) l’iter è ancora fermo in attesa delle autorizzazioni da parte della Soprintendenza e nonostante le molteplici iniziative messe in campo da parte dell’associazione (raccolte fondi, coinvolgimento delle scuole, revisione di progetti, interessamento della popolazione, interventi di professionisti qualificati…) stenta a delinearsi anche solo un piccolo spiraglio permissivo che consenta l’avvio di una fase più propriamente esecutiva.
Questo stallo è un grande cruccio per tutti i volontari e professionisti che lavorano a titolo pressoché gratuito per riportare la chiesa del Sassello a una più degna considerazione e sistemazione. Il Presidente Renato De Lorenzi se ne fa portavoce: «In pochi anni abbiamo raccolto oltre 100mila euro e questo ci fa capire quanto la chiesa stia a cuore a tutti, dalle istituzioni – e ringraziamo in particolare il comune di Bormio che ci ha già elargito 20.000 euro e si è impegnato a versarne altri – ai bambini della scuola elementare che sono diventati nostri ambasciatori portando la voce della chiesetta a tutta la comunità. Ma vogliamo dire chiaro e forte che questi soldi, ad eccezione di quelli necessari alle azioni di tipo legale, sono ancora inutilizzati perché sinora non è stato possibile aprire alcun cantiere né avviare alcun lavoro».
De Lorenzi ha riassunto brevemente le tappe che hanno caratterizzato l’operato dell’associazione a partire dalla sua fondazione avvenuta nel 2022 per opera del compianto Giuseppe Tarantola, passando per la composizione legale della procedura di usucapione, fino alla redazione dei vari elaborati progettuali da parte di professionisti (un primo progetto è già stato inviato alla Soprintendenza il 31 dicembre 2025) e a tutte le necessarie interlocuzioni istituzionali con i diversi soggetti coinvolti; tutte azioni che dimostrano un’intraprendenza e una risolutezza che cerca di frapporsi all'immobilismo imposto dalla burocrazia.
«Al momento – prosegue De Lorenzi – la Soprintendenza ci ha fornito una parziale autorizzazione alla movimentazione dei beni conservati nella chiesa, soggetta però a vincolanti disposizioni procedurali per le quali stiamo cercando una mediazione. Per noi, infatti, è vitale spostare i beni il prima possibile, anzitutto per proteggerli dal deterioramento e poi per dare un primo segnale di attività a quanti ci hanno dato fiducia e ci hanno sostenuto. Abbiamo anche chiesto di tenere separati i progetti strutturali della chiesa e della sacrestia; quest’ultima – che è stata aggiunta alla chiesa circa due secoli dopo – si trova in uno stato di ammaloramento totale, con crepe, infiltrazioni e il tetto e i muri che stanno cedendo strutturalmente».
Sono molti i professionisti coinvolti dall'APS Sassello, proprio per dare all’azione associativa tutta quella competenza e quel rigore professionale che la situazione richiede: «Ci è stato anche richiesto – spiega l’architetto Stefano Zazzi – un piano diagnostico, cioè un insieme di interventi non invasivi per fare indagini specifiche (ad esempio, un quadro fessurativo della navata e dell’impianto della chiesa, indagini sui legni del sottotetto e delle capriate, tesatura delle catene…) in base alle quali prepareremo un ulteriore progetto strutturale.
Ma anche questo sembra non bastare.
L’impasse con la Soprintendenza non solo paralizza i cantieri, ma impedisce anche la definizione di un altro obiettivo che l’associazione si era prefissato, ovvero la donazione dell’immobile alla parrocchia di Bormio. Quest’ultima, infatti, potrebbe accettare la donazione solo con il benestare della Curia vescovile, la quale, però, “richiede la definizione chiara dei quadri economici e dei progetti approvati dalla Soprintendenza prima dell'accettazione formale”.
Insomma, è un corto circuito che l’associazione sta provando a ricomporre con tutte le sue forze, nonostante le difficoltà e l’ineguagliabile lentezza del sistema procedurale italiano.
«Ecco perché – conclude l'avvocato Luca Pedrana – sono importanti queste assemblee pubbliche: non solo per fare il punto della situazione, ma anche per far sapere alla popolazione che, con fatica, continuiamo a lavorare e stiamo andando avanti».
- Anna L. -
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