Ad Albosaggia torna Il Paese delle Storie: tre giorni di incontri, montagne e parole dedicate al “ritorno”
Ogni ritorno comincia molto prima del viaggio.
Comincia nel momento in cui qualcosa — un luogo, una voce, una memoria — continua a restarci dentro.
È da qui che nasce la XVI edizione de Il Paese delle Storie, il festival della letteratura che dal 22 al 24 maggio trasformerà Albosaggia in un laboratorio diffuso di racconti, incontri e comunità. Promosso dalla Fondazione Albosaggia insieme al Comune di Albosaggia, il festival è diventato negli anni uno degli appuntamenti culturali più identitari del territorio valtellinese: una manifestazione capace di intrecciare letteratura, paesaggio alpino, relazioni e partecipazione.
Non una semplice rassegna di libri, ma un’esperienza collettiva che attraversa il paese e lo trasforma.
Le storie escono dagli scaffali e abitano giardini, sentieri, corti, scuole, piazze. Le parole diventano occasione di incontro. I luoghi tornano a essere vissuti.
Il tema scelto per questa edizione è Il ritorno. Una parola apparentemente semplice, ma capace di contenere mondi interi.
Si ritorna a una casa dopo anni.
A una montagna che sembrava lontana.
A una relazione, a una scelta, a una parte di sé.
Ma il ritorno, qui, non coincide con il passato. È piuttosto il momento in cui ciò che abbiamo attraversato trova finalmente un significato. Tornare significa guardare con occhi nuovi ciò che credevamo di conoscere già.
Ed è proprio la montagna a custodire questa esperienza in modo radicale.
Perché la montagna è da sempre il luogo da cui si parte e a cui si ritorna. Si lascia per cercare altrove opportunità, lavoro, esperienze. Ma resta presenza silenziosa, memoria, orientamento.
Nei territori alpini il ritorno è ancora oggi un gesto concreto: la scelta di chi decide di restare o di tornare ad abitare questi luoghi, costruendo futuro dentro comunità che resistono allo spopolamento e alla semplificazione.
È dentro questa visione che si muove il festival.
Sabato 23 maggio il giardino della famiglia Cortese, nel cuore del paese, ospiterà gli incontri con gli autori invitati a interpretare il tema da prospettive diverse ma profondamente intrecciate.
Ci sarà Max Bevilacqua con Boscoverso, racconto poetico di un universo in cui natura e cooperazione diventano metafora di crescita collettiva.
Federica Garancini presenterà Felicità fuori programma, storia di quei ritorni inattesi che rimettono in movimento la vita proprio quando sembrava già definita.
Con Stefano Motta e il suo Felik, il pubblico attraverserà ghiacciai, leggende walser e memorie del Monte Rosa, in un viaggio sospeso tra storia e mistero.
Elia Milani porterà invece l’esperienza di otto anni da inviato a Gerusalemme: in Voci dal confine il ritorno diventa possibilità di ascolto e umanità anche nei territori più fragili del presente.
Infine Alberto Ravagnani, con La Scelta, racconterà il difficile percorso del tornare a sé stessi in una generazione che cerca autenticità più che risposte definitive.
Accanto alla letteratura, il festival continuerà a costruire esperienze diffuse e partecipate.
Dalle 15 alle 18 prenderà forma I segni del ritorno, installazione artistica curata da Anna Boscacci e Francesca Gusmerolidi Amani Grafica: uno spazio aperto in cui lasciare parole, immagini e tracce personali del proprio ritorno, accompagnati dalle sonorità di Renato Caspani.
Grande spazio sarà dedicato anche ai bambini e alle scuole, protagonisti storici del festival. Il progetto Simabé presenterà il percorso Tornare… ma diversi, sviluppato durante l’anno scolastico con gli alunni della scuola dell’infanzia e primaria di Albosaggia attraverso letture, laboratori e attività creative culminate nella realizzazione delle “Valigie del ritorno”.
Perché leggere, qui, significa soprattutto imparare a riconoscersi nelle storie degli altri.
Il festival sarà arricchito inoltre dal concerto dedicato a Martino Angeloni, dalle visite guidate al Castello Paribelli con la delegazione FAI di Sondrio, dalla mostra LEGO dedicata alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e dalle cataste artistiche della legna disseminate nel paese.
Ma il vero cuore de Il Paese delle Storie resta forse nella sua capacità più rara: trasformare un piccolo borgo di montagna in uno spazio culturale vivo, aperto, condiviso. Un luogo in cui la cultura non separa, ma avvicina. Non intrattiene soltanto, ma crea legami.
Per tre giorni, Albosaggia diventa così molto più di un paese che ospita un festival: diventa un luogo in cui le storie aiutano a rileggere il presente, a riconoscersi negli altri e a ritrovare ciò che conta davvero.
Perché ogni ritorno, quando è autentico, non ci riporta semplicemente dove eravamo.
Ci restituisce a ciò che siamo diventati.
Per informazioni e programma completo:
www.fondazionealbosaggia.it
- Fondazione Albosaggia -
- 30 viste