Cgil Sondrio: Il 15 e 16 maggio avvio della campagna a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità e appalti
13 maggio 2026 - Anche a Sondrio, così come in tutta Italia, il 15 e 16 maggio partirà il lancio
della campagna a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità e
appalti, di cui la Cgil è fra i promotori.
Il 27 aprile scorso la Cgil ha depositato in Cassazione le due proposte di legge. La prima,
promossa insieme a un’ampia rete di associazioni e de La Via Maestra, vuole rendere
effettivo il diritto alla salute, rafforzare il Servizio sanitario nazionale e valorizzare chi ci
lavora. La seconda interviene sugli appalti: stesso lavoro, stessi diritti, più responsabilità per
i committenti, meno catene di subappalti.
La campagna di raccolta firme parte il 15 e 16 maggio prossimi, in una due giorni di
iniziative.
Venerdì 15 maggio: presentazione delle due proposte di legge d’iniziativa popolare nel
corso di una grande Assemblea, allargata ai gruppi dirigenti di tutte le categorie.
Sabato 16 maggio si darà avvio ai banchetti informativi e alla raccolta firme su tutto il
territorio nazionale. Anche a Sondrio la Cgil sarà presente in piazza Campello al mattino
dalle 9.30 alle12.
L’Assemblea generale delle Assemblee generali della Cgil di Sondrio di venerdì 15
maggio si terrà presso la sala Martinelli della Camera di Commercio di Sondrio, dalle 9.30
alle 13 con la presenza di numerosi delegati, sindacalisti e pensionati. All’assemblea
parteciperà Gabriele Rocchi, segretario regionale Cgil.
Si potrà firmare on line sulla piattaforma del Ministero di Giustizia attraverso Spid o Cie a
partire dal 15 maggio. Ma si potrà firmare anche nella più tradizionale raccolta firme
cartacea recandosi presso le sedi sindacali Cgil di Sondrio e provincia e nei banchetti che
verranno programmati da qui a settembre. Una volta raccolte, le firme verranno
consegnate in Parlamento prima della legge di bilancio: una domanda precisa di
finanziamento pubblico, lavoro stabile e servizi accessibili.
“Firmare significa dire che non vogliamo abituarci a una sanità pubblica più debole e a
lavori più insicuri e poveri”, sottolinea Michela Turcatti, Segretaria generale della Cgil di
Sondrio.
SANITÀ – Rendiamo effettivo il diritto alla salute
La proposta di legge sulla sanità, sostenuta da numerose associazioni della salute insieme
alla Cgil, è per tornare al pieno rispetto dell’articolo 32 della Costituzione italiana che
recita che la salute è un “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
Per dare corpo a questo diritto fu istituito con la legge 833/1978 il Servizio sanitario
nazionale (Ssn). Ma è sotto gli occhi di tutti come questo diritto alla salute si stia sempre
più restringendo a causa dei tagli negli anni alle risorse che hanno colpito i cittadini nel
loro diritto alla cura, ma anche gli stessi operatori sanitari del pubblico. Si chiede dunque
di portare il finanziamento del fondo sanitario nazionale al 7,5% del Pil, la valorizzazione
del personale sia dal punto di vista economico che professionale (la spesa per il
personale non deve avere tetto di spesa), contrasto alle lunghe liste di attesa, politiche
ad hoc per la non autosufficienza che riguarda in Italia 3,9 milioni di persone. Si tratta di
una legge che prova a rimettere il pubblico in condizione di fare il pubblico.
APPALTI – I diritti non si appaltano
La proposta di legge sugli appalti si riassume nello slogan “Stesso lavoro, stesso salario e
stessi diritti”, perché ormai non vi è posto di lavoro (privato o pubblico) dove non operino
lavoratrici e lavoratori in appalto, subappalto, fornitura. Lavorano accanto ai dipendenti
dell’impresa committente facendo lo stesso lavoro, ma spesso hanno meno diritti e tutele,
salari più bassi, sono più esposti a infortuni e alle malattie professionali, sono infine
ricattabili quando l’appalto scade. La proposta di legge quindi contrasta l’utilizzo
dell’appalto non genuino, quando cioè l’appalto serve non per individuare
specializzazioni produttive di cui l’impresa è sprovvista, ma quando serve solo a ridurre i
costi e le stesse responsabilità dell’impresa committente.
Conclude Turcatti: “Queste leggi di iniziativa popolare rappresentano uno strumento con
cui la cittadinanza può portare in Parlamento una domanda sociale chiara e organizzata.
Le firme raccolte non sono un semplice atto simbolico, ma l’espressione diretta di persone
che dichiarano di voler contare. Firmare significa affermare che non siamo disposti ad
abituarci a una sanità pubblica più fragile e a condizioni di lavoro sempre più insicure e
precarie.
Presentare queste proposte prima della legge di bilancio permette di porre salute e lavoro
al centro del dibattito politico, nei luoghi dove si stabiliscono realmente le priorità e gli
investimenti. Salute e lavoro non sono solo temi astratti, ma il modo concreto con cui una
società sceglie se riconoscere dignità ai propri cittadini”.
Michela Turcatti
Segretaria generale Cgil Sondrio
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