L'US Bormiese alla "Berlin Marathon 2026"
Tutto è cominciato qualche mese fa quando, sull’onda dell’entusiasmo nelle competizioni locali, l’idea di espatriare ha cominciato ad insediarsi nelle menti del gruppo USB atletica. E così il poliedrico Manuel Olcelli ha radunato i suoi migliori adepti proponendo di alzare il tiro e passare allo step appena superiore al circuito podistico delle valli, ovvero la maratona di Berlino.
La società bormiese ha schierato, oltre al leader Olci, Alex Gurini: triatleta, businessman e dj nel tempo libero, Bruno Gritti: storico atleta delle Bormiadi e maratoneta sub 3h, ex marmista ed ora bresaolista, Laura Mattia: pattinatrice, insegnante e guida spirituale, Stefano Colturi: ex stella dell’hockey Bormio, geometra ed amministratore condominiale e Stefano Santelli: tecnico informatico con un background importante nei pulcini della USB calcio.
Le aspettative non erano alte ma ognuno nel cuore sperava di poter fare del proprio meglio. Una major è esattamente quello che serve ad un gruppo che più eterogeneo di così non potrebbe essere: lo dimostra il fatto che ognuno è partito da una griglia differente, ma ciò non conta quando attorno ci sono all’incirca esattamente (citazione) 54.000 altri folli che si preparano ad affrontare una sfida per nulla banale. Alcuni lottano contro il tempo, altri contro ciò che li tormenta, altri ancora si godono il viaggio. Lo dimostra il fatto che puoi incontrare l’atleta con scarpe da mezzo stipendio, quello con ai piedi le Crocs, corridori vestiti da suora, da pompiere o con un costume tipico tirolese. Un classico è il personaggio con l’ananas in equilibrio sulla testa come quello con gli scarponi da sci ai piedi.
Altro capitolo le influencer, si distinguono dalla massa perché come segno distintivo hanno 3 o più trecce stile gatto a nove code e sono capaci di tenere un ritmo di 4:30 per i 10 secondi del reel per poi corricchiare il tempo rimanente sistemandosi rossetto e mascara, ma va benissimo così. Lo schieramento comincia la mattina presto dopo una colazione pantagruelica ed in tasca una scorta di gel stile cartucciera di Rambo.
Il cielo è azzurro sopra Berlino. C’è chi si scalda, chi fa la coda per il bagno e chi prega il suo dio di arrivare alla porta di Brandeburgo sulle proprie gambe. Si avvicina il momento del via e poi lo sparo, si parte davvero.
Non è una corsa, non è una gara, è un viaggio mistico. La città offre un tifo assurdo, ad ogni angolo c’è musica ed atmosfera di festa. La banda, il coro dei bambini, ragazzi con la techno a palla, concerto d’archi, insomma ogni tipo di intrattenimento per dare ritmo e carburante mentale al formicaio di runner che stanno attraversando - come orde di barbari - le strade del centro città temporaneamente sottratto alle auto.
Chiunque a bordo strada può leggere il nome sul pettorale ed urlarlo al passaggio del corridore: avere un tifo così caldo e costante fa davvero la differenza. I numerosi cartelli improvvisati come la mano gigante a cui battere il cinque oppure il fungo di Super Mario sembrano realmente darti il power-up, almeno per qualche metro. Altri invece cercano di colpire l’amigdala con frasi del tipo “Pain is only for now, Strava is forever” (il dolore è temporaneo, Strava è per sempre), “Smile, you paid for this” (sorridi, hai pagato per questo), “Just think, you could be at work” (pensa che potresti essere al lavoro).
La competizione ha visto brillare come una supernova lord Bruno che ha segnato il tempo di 3:04:58 molto vicino ai risultati che otteneva quando la moneta in circolo era ancora la lira, anche se ad un certo punto della gara ha pensato che il Signore lo stesse chiamando a sé; segue il geom. Stefano che esordisce in maratona con un ottimo 3:12:23 (PB); in maniera del tutto inaspettata Ste detto Piero va in crisi al 38° km ma sprinta sul finale e chiude in 3:44:42 (PB) abbattendo il muro delle 4 ore. Capitan Olcelli porta a termine il suo dovere come un soldato nordcoreano in 3:58:08; Laura pur affrontando una crisi mistica tra il 27°ed il 28° km completa i 42.195 metri in 4:10:01 (PB); DJ Axel, reduce dall’ICON (triathlon estremo) di appena tre settimane prima, esplode come una polveriera colpita da un proiettile al km 25 ma comunque conclude in 4:37:06.
Dopo aver ripreso fiato, foto di rito con la medaglia al collo davanti al Reichstag, banana e fiumi di birra che si scoprirà poi essere totalmente analcolica. La serata prosegue ad Alexanderplatz: un gemellaggio improvvisato con i Pizocher ® ed altri convalligiani a base di bretzel, birra da litro (questa volta con la giusta gradazione alcolica) e discutibili sonorità teutoniche.
Naide Falcione per un problema tecnico questa volta purtroppo è dovuta rientrare prematuramente ai box. Il protagonista indiscusso è Massimiliano Zanaboni, che sale sul gradino più alto dei master 50 (e sul terzo degli assoluti italiani) fermando il cronometro a 2:25:58. Viene accerchiato nella vana speranza di riuscire ad estorcergli qualche segreto sulla tecnica di corsa ma la realtà è che proviene da un pianeta alieno.
Si conclude così il primo capitolo di quello che in futuro potrebbe diventare un filotto di major…Stay tuned.
- @stedettopiero -
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