Un viaggio alla scoperta del vino attraverso la storia e la letteratura. È stato questo il tema proposto ai ragazzi di 4^C dell’Istituto Agrario “Piazzi” di Sondrio che questa mattina hanno partecipato alla “speciale lezione” tenuta dal Dirigente Fabio Molinari presso la sala riunioni dell’Ufficio Scolastico Territoriale. «Come tutte le cose il vino non ha nulla di dannoso in sé ma, a fare la differenza, è la quantità nel suo consumo – ha esordito il Dirigente parlando con gli studenti –Ciò che dovremmo fare insieme, noi come educatori e voi come compagni ed amici, è convincere i vostri coetanei a non abusare mai dell’alcol ma ad imparare ad apprezzare i prodotti di qualità senza cedere ad abitudini che possono rivelarsi molto pericolose. La nostra sfida è quella di imparare a gestire noi stessi, i nostri punti di forza e di debolezza, cercando di farlo con la massima lucidità».

A seguire Molinari ha condotto i ragazzi attraverso un ampio excursus sulla storia del vino, a cominciare dai tanti riferimenti alla pregiata bevanda all’interno dei Poemi Omerici, passando per le abitudini alimentari nell’Antica Grecia. E ancora la bevanda cara al poeta Alceo da lui stessa definita  “oblio degli affanni” mentre, in epoca latina, Molinari si è soffermato a commentare alcuni testi di Orazio il quale, per le competenze che dimostra in fatto di tecniche di vinificazione ed enografia, si può considerare un vero e raffinato enologo del suo tempo.

«Del vino abbiamo una chiara visione tra il X e VIII secolo a.C. se ci soffermiamo ad analizzare le parole di due personaggi, due grandi poeti o meglio ancora i primi due grandi poeti: Omero ed Esiodo di Ascra – ha spiegato Molinari –. Soprattutto grazie ad Omero abbiamo importanti informazioni riguardanti l’utilizzo e l’importanza del vino nell’Antica Grecia per quanto scritto tra le pagine dell’Odissea e possiamo con certezza risalire alle abitudini alimentari dei greci di quell’epoca. E ancora, facendo un salto nell’Ottocento Charles Baudelaire e Giacomo Leopardi hanno parlato tanto del vino, così come nel Novecento, Italo Svevo. Anche la storia del cinema si è soffermata molto a narrare di questa bevanda come ben illustrato nel film “La mia terra” o la pellicola con Russel Crowe “Una splendida annata” o ancora il recentissimo film “Sommelier”».

 

Ufficio Stampa UST

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