La nostalgia per il tempo passato si può manifestare sotto forma di rimpianto per il periodo della giovinezza oppure di ammirazione per alcune iniziative messe in campo dai nostri antenati. Fra queste ultime andrebbero annoverati alcuni provvedimenti che più di un secolo fa governavano gli usi del paese e che il sindaco Pietro Rini volle promuovere non solo per una migliore convivenza civile, ma anche con l’occhio lungo di chi guardava in prospettiva di uno sviluppo turistico.

Ci credereste che i cittadini di Bormio erano obbligati a mantenere sgombra da sozzure la pubblica via avanti la propria abitazione sino alla metà rispettiva della strada, ove di fronte vi sia altra casa, e per tutta la lunghezza se dirimpetto avvi solo muro di cinta o altro terreno? Così stabiliva il “Regolamento di pubblica igiene”, che proseguiva E’ obbligo di ognuno di tener pulita da ogni sorta di lordura la propria casa, ed è vietato l’ammassare e il tener nei cortili presso l’abitato mucchi di letame fracidumi e pozzanghere in tempo d’estate specialmente e lasciare che questi subiscano il processo di putrida fermentazione. Non fatichiamo a immaginare gli abitanti di ieri – maniche rimboccate e scopa di saggina – a ramazzare alacremente, magari imprecando un po’, contrapposti ai tanti (forse troppi) di oggi che si lamentano sempre del mancato intervento pubblico, anche per una qualsiasi banalità.

Allo stesso modo, il “Regolamento per la prestazione d’opera degli abitanti per la sistemazione e manutenzione delle strade comunali” fissava da 1 a 4 giornate lavorative gratuite (di 10 ore ciascuna!) che ogni famiglia doveva prestare all’uopo, con tanto di pubblicazione all’Albo.

I Regolamenti varati dal sindaco Rini traevano spunto dagli antichi capitoli statutari del contado di Bormio, che già nei secoli passati disciplinavano una moltitudine di aspetti della vita comunitaria: irrigazione, sanità e igiene, bestiame, edilizia, panificazione, tassazione… Dopo la loro pubblicazione, avviata con il Regolamento di Igiene nel 1866, restarono in vigore per oltre venti anni e contribuirono sensibilmente a fare di Bormio una borgata turistica moderna.

Provvedimenti con cui non si guardava troppo al sottile, ma – forse – in questo modo si accresceva la responsabilità del cittadino per il bene comune.

 

Anna

L. FUMAGALLI, Regolamenti, avvisi, ordinanze e deliberazioni di Bormio promosse dal Rini, Boll. 12/2009

http://www.cssav.it/wp-content/uploads/2017/02/Bsav-12-2009-Fumagalli.pdf

Foto: archivio Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo

 

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