Devo ammettere che la serata informativa con relatrice la dottoressa Loretta Bolgan è stata molto interessante, non che avessi pregiudizi di sorta, dato che nemmeno sapevo chi fosse la signora. Quantomeno, nei suoi lunghissimi ed articolati interventi non ha inveito contro l’informazione pilotata come ormai va di moda e come ha fatto il suo collega relatore che l’ha preceduta, lo psicologo dr. Alessandro Campailla. Che poi, sarebbe come se i giornalisti in ogni loro articolo scrivessero, a ogni piè sospinto, che tutti gli psicologi sono dei ciarlatani…

Anche il nostalgico richiamo degli organizzatori alla Giustizia amministrata dalla Bormio medioevale sotto il Kuerc e simboleggiata dall’enorme ritratto di una guerriera, opera dell’artista cinese Xiyu Guo risalente al 2019/2020, risulta un po’ stonato, se si pensa che nel ‘500 e nel ‘600 la giustizia che vi veniva impartita era anche quella che consegnava al boia decine e decine di innocenti…

Ad ogni modo, una serata ricca di informazioni e nozioni scientifiche, sulle quali – tuttavia – c’è stato poco da ribattere, dato il livello estremamente tecnico della conversazione. Assai più opportuno sarebbe stato un contradditorio con un relatore di pari erudizione, soprattutto perché disquisire di salute e di sanità non è come parlare di ricette di cucina.

Che dire, quindi, di quanto emerso dalla serata? Sinceramente faccio fatica a raccapezzarmi all’interno di informazioni così specializzate e sfido chiunque a farsi un’idea di qualcosa di così vitale senza sentire almeno qualche parere in più, perché prima di indirizzarsi verso una scelta, solitamente, non ci si ferma al primo consiglio… Alcuni orientamenti suggeriti dalla dott.ssa Bolgan sono senz’altro condivisibili (un rafforzamento delle terapie domiciliari, la gestione sanitaria non ottimale, la necessità di un’anamnesi più approfondita prima di somministrare sostanza chimiche, il bisogno di relazioni sociali da coltivare, seguire uno stile di vita corretto…), mentre altre affermazioni mi paiono francamente vergognose (“i medici che promuovono le vaccinazioni sono pagati per ogni vaccino in più che fanno e vengono pagati ancora di più se superano una certa percentuale dei loro assistiti vaccinati”), anche solo per rispetto a quei medici – e sono tanti – che onestamente provano a fare il loro mestiere senza per forza il bisogno di lucrare.

L’idea che tutto il mondo sia vittima di una cospirazione planetaria e che la politica si sia alleata per inoculare a 7 miliardi di persone un vaccino potenzialmente pericoloso, rientra generalmente nella mia playlist di film fantasy. Tuttavia, i ricorsi storici ci ricordano che più volte la popolazione è stata tratta in inganno da mistificatori e che non è sempre facile intuire la direzione giusta da prendere. Ci sono certamente dei lati oscuri in questa vicenda che da quasi 2 anni è calata sulle nostre vite, sicuramente la risposta sanitaria ha avuto delle falle ed è innegabile che la prevenzione e un corretto stile di vita possano essere fattori determinanti nell’insorgenza delle malattie. E ricordiamoci anche che la paura più grande è – in genere – quella verso l’ignoto e verso le cose che ancora non sono conosciute, o non lo sono fino in fondo. Messa in questi termini, chi è che induce paura? Chi terrorizza contro la malattia o chi terrorizza contro il vaccino?

Per tutto il resto, ripongo la mia totale fiducia nella scienza, nel mio fidato medico curante, ma soprattutto ho fiducia nell’uomo, come suggeriva il buon poeta Nazim Hikmet. Ben sapendo che non siamo immortali e neppure infallibili.

 

Anna

Chi volesse ascoltare è disponibile un video completo (prendetevi del tempo, dura oltre 3 ore!).

 

 

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