Storie personali, condivisione di interessi, mondi che si schiudono, incontro e confronto con l’altro: tutto questo è stato vissuto mercoledì 18 e giovedì 19 agosto in occasione della Human library proposta dalla biblioteca di Bormio. Una formula che possiamo definire vincente perché mette al centro le persone con il loro desiderio di vivere  e condividere esperienze culturali piacevoli. L’iniziativa della Human library, nata in Danimarca una ventina di anni fa e diffusasi successivamente anche in Italia, prevede la costituzione di un catalogo di libri diverso e originale, caratterizzato da “libri viventi”, ossia da persone che hanno una storia da raccontare.

Il catalogo della Human library di Bormio è stato reso noto la settimana antecedente l’iniziativa; i lettori e gli utenti della biblioteca, una volta identificato il titolo o i titoli di proprio interesse, ne hanno fatto richiesta (che si è tradotta in un appuntamento con il libro vivente e la sua storia). Accanto ai temi più classici, legati alla storia locale, al canto, al teatro, al benessere e alla salute della persona,  il catalogo della Human library vantava “libri viventi” che introducevano al mondo della statistica, della relatività ristretta, dell’intelligenza artificiale. E le prenotazioni sono fioccate per i 22 libri in catalogo, raggiungendo la soglia del centinaio di richieste. Dietro alla buona riuscita di questa iniziativa vi è senz’altro anche il desiderio di tornare ad una vita fatta di socialità e di relazioni in un momento in cui le occasioni di incontro sono notevolmente penalizzate a causa dell’emergenza Covid.

Tutti i “libri viventi”  hanno incontrato i loro lettori nella suggestiva cornice dei giardini di Palazzo de Simoni, che si sono animati di voci e di tanti circoli più o meno ristretti, ciascuno con il proprio argomento su cui discutere. Non si è mai trattato di un ascolto passivo; le due giornate di Human library si articolate in un continuo scambio di conoscenze, di pareri e di punti di vista che hanno dato origine a percorsi inaspettati portando a un arricchimento reciproco.

Tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa hanno apprezzato la familiarità dell’incontro che favoriva il confronto, unitamente alla preparazione e alle competenze dei “libri viventi”. La proposta della Human library è da considerarsi in linea con il lavoro compiuto in questi ultimi anni dalla Biblioteca di Bormio che si è sempre adoperata nella convinzione che le proposte culturali debbano essere attrattive, inclusive e coinvolgenti, saper avvicinare nuovi pubblici e invogliare i singoli all’approfondimento.

Questa atmosfera di apertura all’altro e di accoglienza ben si è respirata in questi due giorni in cui tutti i partecipanti, “libri viventi” e lettori, si sono sentiti parte di un unico e grande progetto.

 

Sabina C.

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