E così lo scialpinismo è diventato disciplina olimpica: una notizia attesa, attesissima da una larga fetta del mondo alpinistico e da quelle realtà territoriali che nello scialpinismo hanno visto un’opportunità non solo di fare attività sportiva, ma di promuovere un modello ben più articolato capace di coniugare sport, ambiente, turismo, economia e – perché no? – anche una certa filosofia che si riallaccia ai valori della montagna (la fatica della conquista, il superamento dei propri limiti, la sfida con l’habitat a volte ostile, il saper contare sui propri mezzi, il fisico temprato da condizioni a volte estreme…).

In Valtellina lo scialpinismo ha espresso fior di campioni già a partire dagli anni 80, quando furoreggiavano i vari Greco, Meraldi, Pedrini seguiti poi da Boscacci e Murada… pionieri di una stagione che smentì tutti gli scettici e non andò esaurendosi ma che – al contrario – coinvolse schiere sempre maggiori di appassionati e di epigoni, tanto che oggi una piccola valle come la nostra è il bacino maggiormente foriero di atleti e di medaglie per la nazionale. Fondamentale, poi, è stata la capacità di rigenerarsi a livello giovanile, grazie alle varie associazioni sparse sul territorio, il che ha permesso la crescita e l’affermazione di tanti talenti nostrani.

Su questo capitolo, si apre adesso la questione della località che sarà sede delle gare; un tema molto sentito e sul quale, recentemente, sono circolate alcune ipotesi. A onor del vero, bisognerà chiarire un punto fondamentale: il CIO ha affermato che le gare di scialpinismo dovranno obbligatoriamente essere effettuate in una delle località già designate per le gare olimpiche. C’è poco spazio per i sogni: o Bormio o Cortina. Sul sito del Cio, infatti, oltre alle indicazioni delle prove previste, si legge testualmente che non saranno previste sedi aggiuntive specifiche per lo scialpinismo.

Messa in questi termini, ogni buon valtellinese dovrebbe fare il tifo per l’assegnazione in loco. Il sindaco Murada ha giustamente sottolineato: “l’importante è che si svolgano sul territorio di questa provincia”; non è un esercizio di retorica, ma dev’essere una convinzione che ogni sportivo della nostra valle dovrebbe tenere ben presente, perché in Veneto non staranno a guardare e non hanno alcuna remora nel proporre la loro ideale candidatura: Cortina si presta anch’essa per lo scialpinismo e la neve è neve ovunque…

Quella olimpica è una prima opportunità, ma non sarà certamente l’unica: negli anni a venire molte località valtellinesi potranno trarre beneficio dalla visibilità data allo scialpinismo, soprattutto con il calibro di atleti che ci ritroviamo.

La Valtellina è stata la culla dei primi campioni mondiali e a tutt’oggi molti dei nostri atleti, con grandi sacrifici, gareggiano per l’Italia: sarebbe quasi un dovere morale, per ciascuno di noi, fare di tutto per regalargli il sogno di poter fare le olimpiadi nella loro Provincia.

 

Anna

Foto: ISMF

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