Una serata emozionante, ben lontana da quella noia che sui banchi di scuola si provava al solo pensiero di doverla studiare: la Divina Commedia! La Pro Loco di Valdidentro ha avuto coraggio nel proporre una serata dedicata al poema che generazioni di studenti affrontano come un supplizio e – più in generale – nel proporre una serata sulla poesia, arte quanto mai difficile da gestire in pubblico. In questo caso, la bravura dei protagonisti ha consentito di recuperare in un colpo solo anni di interrogativi persi sulle note critiche che corredano i testi scolastici, cosicché la lettura dei canti prescelti è stata briosa, godibile, perfino affascinante, nonostante gli argomenti non proprio spensierati: Caronte, il ferale traghettatore di anime perdute; la storia degli amanti Paolo e Francesca, inno alla tragicità dell’amore; Ulisse, un eroe sprofondato negli abissi degli inferi; l’anima fragile di Pier Delle Vigne e poi i traditori… Nella Commedia ricorre tutto l’apparato del bestiario umano e la prof Michela Della Cagnoletta, nei 90 minuti circa di durata, ha cercato di farcene un quadro il più possibilmente semplificato ed efficace, alternandolo alle letture in terzine di Thomas Sosio, a cui non stona per nulla l’abito declamatorio richiesto dalla serata. A fare da sfondo, poi, le melodie di Francesco (violino) e Gaia (tastiera) che hanno accompagnato le varie letture, dando quel tocco ulteriore di vivacità alla serata. Un testo impegnativo, la “Commedia, al quale ci si può tuttavia avvicinare anche in modo più leggero e nel quale si possono trovare moltissime affinità con il mondo d’oggi, a partire dalla chiusa dell’Inferno, che è un moto di speranza per il nostro domani nel post-pandemia: “E di lì uscimmo per rivedere le stelle”.

Anna

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