Sabato 24 luglio, si è tenuta l’inaugurazione del Mulino dei Plaz in Aprica.

Il primo lotto di intervento, che ha interessato gli edifici, ha previsto una spesa di 327 mila euro, sostenuta con 150 mila euro da Fondazione Cariplo. Il secondo lotto ha interessato la sistemazione delle aree esterne, i campi ora seminati, per una spesa di 215 mila euro cofinanziati per 140 mila euro da Fondazione Cariplo, 30 mila euro da parte della Comunità Montana di Tirano. Il resto è stato finanziato dal Comune di Aprica. Un intenso lavoro durato quattro anni, avanzato con molte difficoltà dovute anche alla volontà di recuperare in modo autentico la struttura, che arriva oggi a compimento.

Oltre al Sindaco Dario Corvi, sono intervenuti il prof. Gianluigi Garbellini, che ha ricordato alcuni passaggi storici e il progettista Fulvio Santarossa. Particolarmente gradita la presenza di Sua Eccellenza Monsignor Oscar Cantoni, Vescovo della Diocesi di Como, che insieme al parroco Don Claudio Rossatti e Don Augusto Azzalini ha dato benedizione alla struttura.

Così Dario Corvi, Sindaco di Aprica:Il recupero del Mulino dei Plaz rappresenta un tassello importante per lo sviluppo di Aprica, valore aggiunto dal punto di vista sociale, culturale, turistico e del paesaggio. Grazie a quest’opera, oltre a riqualificare un’area di duemila metri quadri, potremo ampliare l’offerta culturale rivolta a residenti e turisti, ma anche e soprattutto ai ragazzi, che attraverso strutture come questa potranno tornare a rivivere la vita di un tempo, fatta di fatiche e sacrifici. La Pro Loco, che si occuperà della gestione, partirà da subito con le visite guidate, facendo scoprire ai nostri turisti un pregiato angolo di Aprica poco conosciuto. Fondamentale sarà la capacità di mettere in rete questa risorsa, che dovrà dialogare sia con le altre realtà di questa natura presenti in Valtellina e Valcamonica, sia a livello locale, dove sono prossime l’apertura del Galleria dell’arte della Natura e il nuovo Museo dello sci. Una dotazione tra storia, natura e sport, che rappresenteranno appieno la nostra identità. Auspicio, dunque, è che questo mulino possa nei prossimi anni diventare la casa degli agricoltori di Aprica. Un particolare ringraziamento a Sandra e Savio Togni, che hanno ceduto la struttura al Comune permettendone il recupero e alla famiglia Della Moretta. Confido che la ruota del mulino, che torna a girare dopo tanti anni, sia un segno di ripartenza dopo un periodo difficile.”

 

Le parole di Marco Dell’Acqua, Presidente Fondazione ProValtellina Onlus: “Il recupero dell’antico mulino e dei terreni circostanti rappresenta per Aprica un’iniziativa di grande rilevanza in sé e per il contesto che coinvolge: per questi motivi è stato premiato quale “intervento emblematico provinciale” da ProValtellina e da Fondazione Cariplo. Rappresentativo e insieme propulsore, per il ritorno alle origini e la rivalutazione delle antiche tradizioni, per progetti analoghi che sono nati e nasceranno in altre zone della Valtellina e della Valchiavenna. Il coinvolgimento della Pro Loco e l’impegno dei volontari rivelano un legame forte con il paese e con le sue tradizioni, l’orgoglio di rievocare la nostra storia e il lavoro dei nostri antenati. Un’iniziativa importante per i residenti, soprattutto per i più giovani, affinché siano consapevoli di ciò che il loro paese è stato, ma che ha una sua valenza anche in ottica turistica. Sono certo che i frequentatori abituali di Aprica e chi la visiterà in futuro avranno modo di apprezzare il recupero del mulino e le attività che verranno promosse. Dopo aver concluso l’intervento, la Pro Loco è chiamata ora a un impegno ancora maggiore per trasformare il mulino in una risorsa culturale, un polo di attrazione per coloro i quali vogliono scoprire la storia e le tradizioni dei luoghi nei quali soggiornano. La vera sfida comincia oggi e l’auspicio è che veda impegnati, oltre alla Pro Loco e all’Amministrazione comunale, gli operatori e i cittadini nelle vesti di primi promotori del mulino.”

 

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