Bormio 7 giugno – Si è concluso con un’escursione ciclistica tra lo Stelvio e i Laghi di Cancano il V Forum Food&Beverage di Bormio promosso da The European House – Ambrosetti per tracciare il futuro di un settore spina dorsale del nostro Paese. Venticinque manager partecipanti al Forum hanno raggiunto dopo una pedalata di circa un’ora e mezza i suggestivi Laghi di Cancano, non a caso uno dei luoghi più fotografati della Valtellina, mentre un gruppo di dieci intrepidi, tra cui il numero uno di The European House – Ambrosetti Valerio De Molli, hanno seguito Alberto Contador lungo il leggendario Passo dello Stelvio.

Una chiusura del sipario simbolica, che rafforza con il buon esempio il messaggio del Forum dedicato a un universo in cui economia, salute, territorio e sport convivono in maniera sempre più simbiotica.

Oltre 5 milioni di impressions generate dall’hashtag #ForumFood2021 – ha ricordato De Molli – sono l’ulteriore testimonianza dell’urgenza dei temi Alimentazione, Salute e Sport che rappresentano la narrativa di questa due giorni di Bormio”. Dopo il focus iniziale sull’economia, con numeri e prospettive post Covid, la seconda giornata di Forum è stata infatti dedicata all’approfondimento del legame tra cibo, sicurezza alimentare e benessere dell’individuo e della società.

L’apertura è stata affidata all’intervento in videoconferenza del Commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale Janusz Wojciechowski, che ha sottolineato come la crisi del Covid ci abbia fatto capire quanto sia importante l’alimentazione nella nostra vita e che proprio grazie a quanto accaduto, l’EU stia mettendo a punto delle pratiche per affrontare al meglio i momenti di crisi, sottolineando la necessità di garantire sicurezza alimentare e cibo sano lungo tutta la filiera anche ricorrendo alle risorse messe in campo dal PNRR in corso di approvazione.

Nell’introdurre il dibattito su Alimentazione e Salute, De Molli ha ricordato quelli che ha definito paradossi sconvolgenti: nel mondo i morti per fame (35 milioni) sono quasi gli stessi dovuti ad alimentazione sbagliata o eccesso di alimentazione (30 milioni). In Italia si spreca cibo per 10 miliardi di euro, con lo stesso cibo si potrebbero sfamare 13 milioni di persone (quanto la popolazione di Lombardia, Marche, Liguria). E ancora: un italiano su tre conduce una vita sedentaria, mentre il 45,5% risulta sovrappeso, con una quota di bambini delle scuole primarie, pari al 29,7%, risultata in condizione di eccesso ponderale (il 9,4% è obeso). E anche su questi numeri si registra un gap tra Nord e Sud del paese, dove le percentuali negative crescono, penalizzando in particolare le classi più disagiate. Dieta scorretta e sedentarietà sono tra le prime cause di rischio per la salute e, a conti fatti, impattano anche sull’ambiente perché è dimostrata la correlazione tra la scarsa applicazione concreta della Piramide alimentare alla base della dieta mediterranea e il maggiore carbon foot print di un’alimentazione scorretta.

Alle aziende del settore agroalimentare, ha concluso De Molli, si presenta quindi una sfida importante: un processo di trasformazione da Product Company, focalizzate solo sulla “costruzione” del prodotto, a Health Company, attente al benessere dell’individuo – consumatore anche con azioni di divulgazione ed educazione alimentare.

Giorgio Calabrese, nutrizionista e dietologo ufficiale della Juventus e per questo oggetto di un simpatico scambio di battute con l’interista De Molli, muovendo da questi dati ha ricordato l’importanza di una dieta variegata, onnivora, equilibrata nelle quantità e in tutti i nutrienti, base di una longevità di qualità, vero obiettivo a cui tendere. La sua esperienza internazionale e di Presidente del Comitato scientifico per la Sicurezza Alimentare presso il Ministero della Salute lo vede anche in prima linea sul tanto dibattuto tema del Nutriscore “che non ci mostra più ciò che noi mangiamo, ma la categoria di ciò che mangiamo” con evidenti difformità e squilibri nella corretta valutazione nutrizionale degli alimenti.

Infine, ricordando che l’industria italiana dell’agrifood è riconosciuta come la migliore al mondo, ha auspicato che le etichette dei cibi diventino più chiare ed educative, parametrando le indicazioni di calorie, nutrienti, etc. sulle porzioni consigliate.

Alla relazione tra sport e sana alimentazione è stato dedicato un dibattito moderato dal vicedirettore della Gazzetta dello Sport, Pier Bergonzi, a cui hanno partecipato i campioni di ciclismo Alberto Contador, “uno dei 7 campioni che nella storia hanno vinto le tre grandi corse a tappe”, Francesco Gavazzi, reduce dall’ultimo Giro d’Italia, e Ivan Basso in collegamento. In presenza anche Deborah Compagnoni, Ambassador e Consulente Olimpiadi Milano-Cortina 2026 di cui le montagne valtellinesi saranno protagoniste. Si è parlato di come sia cambiato il concetto di dieta sana per un atleta, ricordando alcuni aneddoti come quello del ciclista varesino Alfredo Binda che nel 1926 vinse un giro di Lombardia con 29,5 minuti di vantaggio sul secondo mangiando 28 uova fresche che gli venivano fornite man mano. Praticamente un uovo per ogni minuto di vantaggio. Sicuramente una dieta molto lontana da quella consigliata oggi che richiede un’attenzione rigorosa che consenta agli atleti leggerezza ed energia.

Tra gli interventi da segnalare quello di Iader Fabbri, divulgatore scientifico e biologo nutrizionista, dietologo dello sport che ha sottolineato l’importanza della qualità dei cibi piuttosto che la quantità e della necessità di far capire agli atleti e a chiunque si rivolga a un dietologo come gestire la propria alimentazione. Secondo Fabbri “cosa, come e quando mangi è più importante di quanto mangi”, in sintesi. L’ultimo dibattito del Forum ha affrontato il tema dell’innovazione come chiave di volta per sostenibilità e competitività con le testimonianze di imprenditori in prima linea su questo fronte.

 

 

Anita Lissona

 

 

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