È stata oggi inaugurata la mostra “Donegani l’ingegnere tra le Alpi. La sfida al Giogo dello Stelvio” che gli studenti degli istituti Alberti di Bormio e Donegani di Sondrio hanno realizzato affiancati dalle docenti Daniela Valzer, Irene Armellini e dalla coordinatrice Maria Carla Fay, in collaborazione con la SEV, le istituzioni locali, il Parco Nazionale dello Stelvio e con l’apporto fondamentale di ricercatori di storia locale. Un progetto ambizioso che li ha impegnati per più di un anno scolastico e che è sfociato, dopo un attento lavoro di raccolta e di studio, in questa esposizione di grandissimo valore e che rappresenta l’ideale continuazione di un progetto analogo che ebbe protagonisti gli studenti della Valchiavenna con il passo Spluga. Il trait d’union di queste esperienze didattiche è la figura dell’ing. Carlo Donegani, che nella prima metà dell’Ottocento progettò grandiose strade carrozzabili su passi ostili e sino a prima ritenuti pressoché impraticabili ai mezzi.

Si è trattato di un lavoro non solo qualitativamente rilevante e corposo nella ricerca, ma anche fondamentale per il suo valore didattico perché ha consentito all’attività scolastica di diventare uno strumento di conoscenza del territorio e delle sue bellezze; in questo modo, persino la storia – disciplina che viene spesso percepita come qualcosa di lontano – si snoda lungo una linea ininterrotta che porta dall’Ottocento sino ai nostri giorni e ci consente di stabilire una continuità con il nostro passato e di cogliere in esso qualcosa di vivo.

Particolarmente emozionanti, per i ragazzi partecipanti al progetto, alcune scoperte che, partendo da piccoli dettagli, li hanno resi consapevoli della storia e della cultura di cui è intriso il paesaggio locale in cui vivono e abitano. Piccoli tasselli che contribuiscono a rendere il loro lavoro parte di un grande insieme e non a caso, da più voci, è stato proprio sottolineato l’aspetto fondamentale della collaborazione per la buona riuscita di tutto.

La mostra, che gli studenti di Bormio e di Sondrio hanno presentato attraverso brevi interventi dal vivo, è articolata su diversi pannelli, con fotografie e immagini di ottima fattura corredate da spiegazioni, ma soprattutto con vere e proprie rarità uscite dagli archivi italiani ed esteri (Bormio, Sondrio Milano, Vienna, Innsbruck e dalla Braidense); da qui le ricerche approfondite di appassionati studiosi come Arthur Gfrei, Rodolfo Ondertoller, Cristina Pedrana e Ilario Silvestri hanno riportato alla luce moltissimo materiale tra cui i sensazionali progetti relativi al Forte da costruirsi ai Bagni Vecchi, presso la cosiddetta “Serra”, del quale sinora si avevano solo notizie frammentarie. Oppure la galleria perforante, l’idea di un traforo già escogitata in quell’epoca, che doveva eludere gli ultimi 100 mt di dislivello e per la quale furono effettuati persino degli scavi di sondaggio di cui restano ancora le tracce. Altrettanto inedite e magnifiche le vedute acquarellate dell’artista viennese Josef Gerstmeyer, che affiancano e completano quelle notissime del Meyer e le altre immagini di grande fascino.

Ma ogni singolo pannello, in verità, contiene frammenti meritevoli di attenzione, che si tratti di una scorcio, di una foto ingiallita, di un racconto, di una descrizione, di una citazione.

E’ con grande orgoglio che inauguriamo questa mostra – conferma il dirigente Bruno Spechenhauser – perchè in un periodo di grande disorientamento i ragazzi sono stati in grado di portare avanti il progetto e terminarlo, lavorando in gruppo e superando le difficoltà in cui ci siamo tutti dibattuti. Sono, inoltre, particolarmente emozionato perchè lo Stelvio mi lega alla mia famiglia, dato che mio nonno fu custode della II cantoniera e mio padre vi nacque e tengo memoria dei fatti che mi raccontava, come la sua precipitosa partenza dalla II cantoniera con gli sci di legno ai piedi per sfuggire alla cattura dei tedeschi. Invito la popolazione a visitarla e a soffermarsi sul lavoro davvero pregevole fatto dai nostri studenti. 

E’ un invito che allarghiamo volentieri, perchè da una ricerca documentaria così articolata e complessa non si potrà che uscirne arricchiti.

 

Anna

 

La mostra “Donegani l’ingegnere tra le Alpi. La sfida al Giogo dello Stelvio” è visitabile all’auditorium dell’Istituto Alberti di Bormio fino al 20 maggio 2021 (per informazioni: https://www.facebook.com/events/811164939802384) e in seguito verrà riproposta a Sondrio, accompagnata dal catalogo appositamente preparato e all’interno del quale si potranno trovare tutti i riferimenti alle notizie e alla documentazione esposta.

Per chi lo desiderasse, sulla pagina Facebook dell’Istituto Alberti è disponibile la videoconferenza integrale dell’inaugurazione: https://www.facebook.com/albertibormio/videos/785599595424306

 

Foto: una sezione del progetto del Forte dei Bagni, archivio di Stato di Vienna

 

 

 

 

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