La tradizione montanara e contadina è ricca di esemplari di attrezzi realizzati in modo autoctono, con i semplici materiali che l’ambiente circostante offriva. Essi erano ampiamente utilizzati a ogni latitudine alpina e – pur con qualche significativa differenza – popolavano quotidianamente la vita dei nostri avi. Alcuni di questi oggetti potrebbero apparire semplicissimi, quasi banali, ma a un’analisi più approfondita nascondono significati e storie molto più complessi.

Prendiamo ad esempio la gèrla: un semplicissimo mezzo di trasporto che faceva parte del corredo di ogni buon contadino, anche in più esemplari… Esistevano differenti tipologie a seconda dell’utilizzo finale (raccolta di fieno, foglie, patate, letame o altro materiale), una tecnica costruttiva precisa, una struttura composta da determinati elementi opportunamente incastrati. All’interno di ogni frazione, inoltre, si fabbricavano gerle differenziate solo per piccoli particolari, quasi fossero segni distintivi della comunità: ad esempio, a Pedenosso il numero dei fori praticati sul fondo era 9, mentre a Semogo i fori erano 11, il che determinava una forma più piatta o più bombata.

Gli autori affrontano anche la lavorazione dell’intreccio, elencando attrezzi e strumenti che non mancano di suscitare curiosità come al drèi, al vàn, la sìsc’ta, al cavàgn, la ʃg’gòrba, la càgna, la cugerèra o al còsp, mentre altri sono decisamente popolari come l’immancabile fiàsch.

E ancora, dal punto di vista linguistico sono numerosi i proverbi e modi di dire che sono nati intorno a questo manufatto, alcuni usati fino a oggi: Al me n’è canté dré un gerlo! oppure T’èsc sémpre int la cràpa in del gèrlo!

Dalla memoria di un semplice attrezzo contadino si apre un mondo di cui, oramai, conosciamo ben poco: la fatica e gli stenti di quel mondo sono quasi scomparsi, ma la sua cultura deve sopravvivere.

 

Anna

 

M. CANCLINI, Al gèrlo

http://www.cssav.it/wp-content/uploads/2017/02/Bsav-03-Canclini.pdf

G. RINALDI, Strumenti di trasporto a spalla e contenitori a intreccio nella tradizione grosina

http://www.cssav.it/wp-content/uploads/2017/02/Bsav-03-Rinaldi.pdf

Foto: donne di Grosio in costume tradizionale, AESS Archivio di Etnografia e Storia Sociale, fondo Paul Scheuermeier

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