Ai tanti disagi con cui l’Alta Valle deve fare i conti nel campo dell’assistenza sanitaria si aggiunge un altro tassello che – pur nella sua piccolezza rispetto a problematiche vitali – tocca in prima persona una larga fetta di popolazione, di famiglie e di giovani ed è il servizio di medicina sportiva. Per un territorio in cui la vocazione allo sport è parte preponderante della vita sociale, oltrechè del tessuto economico-turistico, la sospensione di un servizio come quello dedicato alla medicina dello sport, ancorché temporanea, è un ulteriore fattore di penalizzazione che grava su un territorio già trascurato dal punto di vista sanitario, ove un’automedica h24 viene evocata come un “potenziamento” laddove non fa altro che rimpiazzare la chiusura (nel gergo tecnico, “il trasferimento”) di reparti ospedalieri.

L’attività del Centro di Medicina dello Sport dell’ospedale di Sondalo offriva un servizio dedicato indispensabile per atleti ed associazioni, che in questo momento dovranno rivolgersi altrove con un aggravio di costi e di tempo. Possibile che in una terra così prospera di talenti sportivi e di associazioni di volontariato che li fanno crescere, si vada proprio a molestare la loro attività anziché ad avvantaggiarla? Se la Valtellina si fregia di promozione nel mondo, è anche grazie a loro!

La mancanza del medico preposto, per quanto temporanea, induce a ritenere “sacrificabile” un settore che in Alta Valle ha una “cubatura” non indifferente in termini di attività, operosità ed utenza sportiva, senza contare il ritorno promozionale incamerato proprio grazie ai successi dei suoi sportivi. Tale scelta, inoltre, non fa altro che confermare le grosse difficoltà in cui annaspa la sanità territoriale, costretta a soluzioni provvisorie che vanno a tamponare mancanze strutturali ormai cronicizzate.

È proprio nelle piccole cose che si vede la grandezza di un sistema: al di là delle eccellenze riconosciute, che la stampa regionale fa bene a vantare, esiste un universo quotidiano in cui i cittadini-utenti si devono arrabattare fra mille difficoltà e contro cui si scontrano, spesso malamente e vanamente. Sarà questo, infine, a dare la misura della soddisfazione di ciascuno di noi alle capacità del sistema e dei suoi amministratori.

 

Anna

 

Ecco la nota del presidente dell’US Bormiese Pierluigi Spechenhauser con cui si chiede al dirigente Tommaso Saporito di rivedere la scelta di in merito alla sospensione del punto di medicina sportiva presso il presidio sondalino:

LETTERA DIREZIONE ASST_SOSPENSIONE ATTIVITA’ CENTRO MEDICINA SPORT

 

 

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