Fra gli usi e i costumi del passato, il compianto prof. Roberto Togni rievocò qualche anno fa una ricorrenza oggi ormai quasi dimenticata, che aveva come teatro il Grand Hotel Bagni Nuovi. Accadeva, infatti, che nel lunedì solenne di Pasquetta il salone e il parco venivano riservati in esclusiva alla popolazione locale, che vi trascorreva la giornata con pic nic e danze all’interno del fastoso salone, accompagnati dalla musica della Filarmonica bormiese. Negli anni ’20 del Novecento il direttore del complesso bandistico era suo nonno Fabio Zanoli, il quale in seguito gli confidò che per molti anni si era recato dall’allora direttore dei Bagni Nuovi Francesco Berbenni, suo amico e coetaneo, per chiedere il permesso di ballo nel salone del Grand Hotel per la Pasquetta; permesso che veniva concesso non senza qualche perplessità e dietro precisa assunzione di responsabilità da parte di Zanoli.

Riportiamo per intero il racconto del prof. Togni, tratto dall’articolo «Bagni Nuovi» e «Bagni Vecchi». Gloria dell’alta Valtellina.

Il fascino dei Bagni Nuovi e dei Bagni Vecchi appartiene anche alla storia dell’infanzia di chi scrive questo saggio. Delle mie prime visite ricordo l’atmosfera di fiaba, il profumo delle siepi di mortella, il ricco sottobosco di erica del parco, i densi vapori soffocanti della grotta sudatoria, la scoperta di erbe speciali segnalateci da un illustre botanico in escursioni scolastiche. Le rare piantine di capelvenere, nascoste negli anfratti vicino alla cascata di acqua calda lungo il sentiero che porta alla fonte Pliniana; e una piccola pianta carnivora da scoprire su un costone che precede la medesima fonte.

A parte la struttura alberghiera dei Bagni Nuovi riservata agli illustri ospiti, le Terme erano pur sempre meta tradizionale delle famiglie di Bormio e valli, che trovavano nella ampiezza delle cabine e delle rispettive vasche l’opportunità di bagni non solo curativi, ma igienici. Del resto perfino gli animali, pecore e cavalli, avevano spazi destinati a loro. Nel calendario dell’anno esisteva una ricorrenza solenne, il lunedì di Pasqua o Pasquetta, per la quale tutto il parco e il salone del Grand Hotel erano concessi in esclusiva alla popolazione locale per colazioni all’aperto e danze nel grande fastoso salone al suono del corpo bandistico bormiese. Vi si accedeva a piedi; i più fortunati con il cavallo e la carrettella. Una tradizione esistita fino a qualche decennio dopo l’ultima guerra mondiale“.

 

 

Anna

 

R. TOGNI, «Bagni Nuovi» e «Bagni Vecchi». Gloria dell’alta Valtellina, in Le acque dell’Alta Valtellina, a cura di Livio Dei Cas e Leo Schena, 2014

Foto: Mulas AntoniaMuseo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (MI), tratta da www.lombardiabeniculturali.it

 

 

 

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