La situazione rimane stabile ma è ancora molto preoccupante perché il numero dei pazienti covid-19 che necessitano di cure ricoverati all’Ospedale Morelli sono 132, il doppio di un mese fa. Quelli in gravi condizioni in Terapia intensiva sono 13. Per il momento non si intravede un rallentamento, con i ricoveri che proseguono al ritmo di una decina al giorno: da lunedì 29 marzo a ieri sono stati accolti 38 nuovi pazienti. Si registrano altri quattro morti, due donne e due uomini, tre nati negli anni Trenta e uno negli anni Quaranta, e una trentina di dimissioni.

In questi primi tre mesi dell’anno, da una seconda ondata mai finita che è diventata la terza senza che vi fosse un calo sensibile dei ricoverati, si sono registrati 93 decessi, una media di uno al giorno, con 650 ricoveri complessivi che evidenziano il dato che persiste di dieci al giorno. Poco meno della metà dei ricoveri, 302, e oltre un terzo dei morti, 34, sono riferiti al solo mese di marzo, durante il quale è stato raggiunto il picco della terza ondata con quasi 140 malati curati contemporaneamente al Morelli. Una situazione resa difficile per il persistere dell’emergenza che ha richiesto uno sforzo straordinario ininterrotto per la struttura ospedaliera e per il personale sanitario a partire dal settembre scorso. Attualmente sono cinque i reparti covid-19, quattro nel primo padiglione e uno nel quarto, oltre alla Terapia intensiva, che richiedono ogni giorno la presenza di medici, infermieri e personale sociosanitario impegnato su più turni. Per coprirli si è resa necessaria una riorganizzazione dell’attività che ha coinvolto l’intero sistema sanitario provinciale.

 

Emanuela Zecca
Ufficio Stampa ASST Valtellina e Alto Lario

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