La tavola rotonda del 19 marzo, nell’ambito del programma degli Skimodays Bormio 21, ha riunito per la prima volta attorno ad un tavolo virtuale gli enti locali dell’Alta Valtellina, la Regione Lombardia, le società degli impianti di risalita, le Guide alpine, esperti dello sci alpinismo, aziende del settore e atleti di vertice.

Si è trattato di un’occasione rara, quella di poter ascoltare tante voci protagoniste tutte insieme, e soprattutto di poter osservare una pressoché totale convergenza sulla necessità di dare risposte concrete, ricche di contenuto, al crescente interesse per la disciplina dello sci alpinismo dimostrato dal pubblico in questa anomala stagione invernale.

Il tema sul tavolo è stato il concetto di Skimo Park, quelle aree attrezzate, guardate e sicure che consentono agli sci alpinisti di praticare in ogni momento, con ogni condizione climatica e di innevamento, potendo sfruttare itinerari di differente impegno per la salita e le piste battute servite da impianti per la discesa. Per introdurre l’argomento abbiamo chiesto aiuto a chi, nell’Arco alpino, ha già percorso questa via e da anni ha avviato simili strutture. Ed ecco quindi le testimonianze di realtà italiane ed estere in piena attività, seguite dagli interventi precisi e concreti degli operatori locali intenzionati a dare vita ad un’esperienza similare, la prima nelle Alpi Centrali.

Il dibattito è stato seguito da oltre 75 persone tra rappresentanti di aziende, negozi, noleggi, realtà impiantistiche e turistiche.

 

Redazione Outdoortest

Tutti gli interventi sono disponibili al link: https://outdoortest.it/skimo-park-il-futuro-dello-sci-alpinismo-e-qui/

 

 

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