Mi chiedo se la poltrona dell’assessorato al Welfare di Regione Lombardia sia in qualche modo stregata, perché da un po’ di tempo a questa parte coloro che vi si accomodano passano alla cronaca per dichiarazioni piuttosto imbarazzanti per essere pronunciate da rappresentanti istituzionali. Voglio sperare che si tratti proprio di gaffes, di scivoloni, ancorché maldestri, perché se il loro pensiero fosse invece esattamente quello espresso avrei delle contrarietà a farmi rappresentare e governare da costoro in un settore così vitale come la sanità! E siccome ci continuano a propinare il ritornello dell’eccellenza sanitaria lombarda, in nome della quale si vorrebbe riorganizzare il settore, non sarebbe male pretendere che chi viene insediato al vertice decisionale sia espressione di altrettanta eccellenza. Altrimenti, a che pro dovrebbero stare lì?

Sogno una politica in cui i rappresentanti abbiano la serietà di parole e di comportamenti che il loro ruolo richiede e – perché no? – l’onestà di riconoscere anche i meriti degli altri, mentre oggi troppe pagine social di personaggi politici rigurgitano di attacchi agli avversari ed elogi per sé stessi. Il tifo lasciatelo agli stadi. Gli insulti lasciateli ai cafoni. Il teatro lasciatelo agli attori. La pubblicità lasciatela agli imbonitori.

 

Anna

 

 

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