Carissimi ragazzi,

in questi giorni siamo stati tutti raggiunti dalla notizia di numerose manifestazioni pacifiche che si stanno svolgendo in tutta Italia, ed anche nella nostra Provincia, per chiedere con forza una ripresa delle lezioni in presenza. Sono rimasto molto colpito nel vedervi determinati e animati da un desiderio nobile, che personalmente condivido. Tutti sentiamo la mancanza della scuola, di quella vera, fatta da studenti e insegnanti nel medesimo luogo, una compresenza feconda, che la DAD non consente di vivere. 

La scuola, come la conosciamo e la amiamo, è ora limitata da condizioni sanitarie che purtroppo non dipendono da noi. Ma tocca a noi cercare di coglierne i risvolti positivi, rendendo questo tempo utile e produttivo in vista di un ritorno che tutti attendiamo con ansia. Anche io sono profondamente rattristato dal non poter visitare le scuole del nostro territorio per incontrare gli studenti: nella mia esperienza personale e professionale, da docente e nell’attuale incarico, ho sempre considerato un privilegio poter avere un dialogo con i ragazzi, che rappresentano il senso primo ed ultimo della missione educativa. 

È utile protestare per il protrarsi della didattica a distanza? Non lo so. Ma voglio esprimervi alcune considerazioni personali. Sicuramente la libertà di opinione che sta a fondamento del vivere insieme può essere esercitata, in modo non violento e nel rispetto delle leggi. Tuttavia, oggi, ci è chiesto di assumere comportamenti nuovi per un periodo di tempo che viene costantemente monitorato. Quindi è importante che la difesa di un diritto non si trasformi nella violazione di un dovere, oltrepassando un limite molto sottile che spesso ci sfugge.

La scuola è un luogo sicuro. A scuola siete controllati, sono seguite tutte le necessarie procedure di sicurezza, ogni possibile inconveniente viene immediatamente affrontato. Ciò che mi preoccupa è se tale condizione si verifica anche prima e dopo le lezioni. E non mi riferisco al sistema dei trasporti – che, grazie alla collaborazione di tutti, è, almeno nella nostra provincia, in grado di garantire la necessaria sicurezza – ma alla responsabilità individuale. Vi faccio un esempio: quando scendete dall’autobus e venite a scuola (o nel percorso inverso), mantenete tutti la necessaria distanza ed indossate la mascherina? Molti lo fanno, ma tanti probabilmente no, determinando un rischio, limitato nella durata ma sufficiente a provocare un contagio. Di fronte a questa preoccupazione, il legislatore ha preferito attendere che la situazione sanitaria migliori e si stabilizzi. 

Vi chiedo un atto di comprensione e di fiducia, ben consapevole del sacrificio che voi e le vostre famiglie state affrontando. Penso anche ai ragazzi più fragili, che sentono questo peso in modo ancora più forte. I vostri presidi stanno lavorando continuamente insieme a me perché le scuole siano pronte ad accogliervi non appena sarà possibile. E mi auguro che il tempo ci favorisca. Ancora, vi invito ad utilizzare questo tempo “sospeso” per affiancare la formazione che viene erogata in DAD con letture personali, ricerche, momenti di incontro e condivisione attraverso gli applicativi che certo conoscete meglio di me. 

Ma, soprattutto, vi prego di non perdere la fiducia e la speranza! Sappiate che sono vicino a ciascuno di voi e vi sento parte della mia famiglia, anche se non vi conosco tutti. Andiamo avanti con coraggio, con determinazione e con impegno. Dopo la notte, arriva sempre l’alba. 

Un abbraccio

Fabio Molinari

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