Il cambiamento all’interno dello scacchiere regionale lombardo porta ad alcune sostanziali novità che non mancheranno di interessare da vicino anche la piccola Valtellina.

Se Massimo Sertori è stato riconfermato all’assessorato Enti locali Montagna e Piccoli Comuni, per il Welfare toccherà a Letizia Moratti prendere in mano il bandolo della “matassa-Morelli”, mentre in ambito sportivo parrebbe certo il nome dell’olimpionico Antonio Rossi a capo dell’assessorato allo Sport. Il tandem Rossi-Sertori si muove all’unisono in Valtellina e sul fronte Olimpiadi è fortemente impegnato a tracciare la rotta verso il 2026, cercando di ricompattare il più possibile un territorio a tratti lacerato e litigioso. Ma la grande incognita valtellinese verte sul problema della sanità di montagna, alla quale le velleità olimpiche non rimangono estranee, non foss’altro perchè – trattandosi di una valle “monodirezionale” con un’unica, sofferente e sottodimensionata arteria viaria a disposizione – il nodo dei trasporti resta inscindibile e imprescindibile sia dal punto di vista sanitario sia da quello turistico-sportivo, legato cioè ai grandi eventi.

Letizia Moratti è donna di carattere e di polso e governerà l’assessorato col piglio deciso che l’ha sempre contraddistinta. Intanto ha già dichiarato di voler aprire un Tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti in ambito sanitario (direttori generali delle ATS, delle ASST, operatori accreditati, sindacati dei medici e delle professioni sanitarie, presidi delle facoltà e del mondo del volontariato, sindaci del territorio) e di voler “porre una ancora maggiore attenzione al territorio: questo l’impegno che abbiamo preso e che intendo portare avanti con determinazione“. Staremo a vedere in quali termini si attiverà questa attenzione, a partire dal riordino della Legge 23/2015 sulla riforma del sistema sociosanitario lombardo, quella che costituì l’ATS della Montagna e l’Azienda Socio – Sanitaria Territoriale (ASST) della Valtellina e dell’Alto Lario con la sua rete varia di POT, poli ospedalieri e presidi vari e con l’obiettivo finale di “salvaguardare il duplice principio di centralizzazione dei servizi d’eccellenza e superspecialistici e di devoluzione periferica territoriale e domiciliare delle prestazioni generalistiche ed a media e bassa intensità assistenziale” (art. 2, comma 18).

 

Anna

comunicato stampa Massimo Sertori

comunicato stampa Regione Lombardia

 

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