“Il Governo rispetti la Montagna”.

Potrebbe essere uno slogan lanciato dal Comitato a difesa della Sanità di Montagna, invece – paradossalmente – è il titolo di uno degli ultimi comunicati stampa usciti dal palazzo della Regione Lombardia. Il contesto era del tutto legittimo poiché si parlava del delicato problema degli impianti di risalita, che in Valtellina costituisce una vera e propria industria lavorativa messa ora in ginocchio dalle chiusure imposte dai DPCM.

Tuttavia, mi risulta un po’ stonata questa asserzione confezionata da coloro che la Montagna – sotto altri aspetti – sembrano proprio non considerarla. Il “rispetto per la Montagna”, infatti, non può essere settoriale ma deve essere omnicomprensivo, altrimenti si parla sono di un rispetto per aree di convenienza. Così quando il presidente regionale Fontana per celebrare la “Giornata internazionale della montagna” (11 dicembre) afferma che “la Lombardia ha nella montagna un patrimonio importantissimo non solo caratterizzato da vette, creste, dirupi, torrenti, laghi, pascoli ma da persone che vivono questi luoghi, meravigliosi e allo stesso tempo difficili”… ebbene, si sarà chiesto cosa significa per quelle stesse persone vivere con il primo importante pronto soccorso a 100 km di distanza? L’assessore Sertori, nell’elencare i molti meritevoli provvedimenti regionali spesi a favore del territorio alpino, sottolinea che i montanari “hanno bisogno di maggiori servizi per poterci lavorare e vivere dignitosamente”, (www.lombardianotizie.online), senonché fra questi dovrebbe essere ricompreso proprio quel servizio che forse più di tutti renderebbe la montagna meno severa e inospitale ai suoi abitanti ossia quello sanitario.

E ancora, se davvero si vuole dar voce alla montagna, con tutti i suoi problemi e le sue correnti di pensiero, perché far togliere alcuni pacifici manifesti di protesta comparsi sulla pista Stelvio in occasione delle gare di Coppa del Mondo? Se gli assessori regionali sono convinti della bontà del loro operato, non credo si dovrebbero lasciar spaventare da qualche manifestazione di dissenso; e se ben guardiamo, dovrebbero parimenti tacitare buona parte dei profili social che esprimono il disaccordo nei loro confronti con toni assai più malevoli.

Restano sullo sfondo, inoltre, alcuni interrogativi in merito all’applicazione della cosiddetta “specificità montana”. Se la Regione con la LR 19/2015 (in attuazione della legge 56/2014 e dello Statuto d’autonomia della Lombardia) “riconosce la specificità della Provincia di Sondrio in considerazione del suo territorio interamente montano e confinante con paesi stranieri, delle specifiche caratteristiche geografiche e idrografiche, nonché delle locali tradizioni storico-culturali”, ciò dovrebbe valere a maggior ragione per un servizio come quello sanitario, fra i più delicati e vitali per chi quotidianamente vive fra le asperità alpine.

Il percorso di questi decenni, invece, racconta una storia irta di difficoltà, frizioni, incomprensioni e soprattutto di imposizioni.

 

Per qualche approfondimento:

www.gazzettadisondrio.it/societa/22052015

www.laprovinciadisondrio.it/stories/

valtellinanews.it/articoli/

www.montagneinrete.it/

www.forumcostituzionale.it

 

Anna

 

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