Non bisogna cercare, ma trovare: lo diceva Hermann Hesse.

Un giorno, mentre percorrevo un solito sentiero, un ragazzo che stava aggiustando una lavastoviglie, forse senza pensarci, mi ha buttato lì gli indizi di una storia della mia terra. E’ stato come il trillo di una sveglia che non avevi puntato e mi sono messo a scavare.

Sì, è vero. Siamo immersi nelle nostre cose, troppo spesso in quelli che ci sono stati fatti diventare “problemi” e che ci distolgono solamente dal nostro pensiero autonomo. Siamo talmente fagocitati da cose in realtà senza senso e senza significato, iniettate nel nostro cervello goccia dopo goccia dal sistema in cui viviamo, che ci dimentichiamo la nostra vera essenza, le nostre radici.

Insomma… scava scava e me la sono ritrovata tra le mani. E’ una storia di famiglia, una storia di uomini, una storia della nostra montagna. Si dipana in Valdidentro, ma potrebbe trovarsi sulle montagne venete oppure valdostane. E’ della fine del 1800. Alla base c’è l’acqua e il sole, un montanaro che incontra un marinaio che misura il tempo e regala a tutti un orologio dipingendolo su una casa: la meridiana di Turripiano.

 

Giovanni P.

 

Per informazioni sul capitano D’Albertis:

G. SCHENA, Il girovago pintor di meridiane: un aggiornamento, Bsav n. 22

 

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