Milano, 10 dicembre 2020 – Levissima rinnova il suo impegno verso la salvaguardia degli ambienti montani in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, l’11 dicembre, istituita dalle Nazioni Unite per riflettere sull’importanza delle montagne e per sensibilizzare l’opinione pubblica sullo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente.

Da oltre dodici anni Levissima concretizza il suo impegno attraverso diverse attività e progetti partendo dalla cura della montagna da cui proviene e dal territorio che la genera. Un esempio tra tutti è la collaborazione con l’Università degli Studi di Milano per lo studio e la protezione dei ghiacciai italiani.

In particolare, il progetto “Levissima Spedizione Ghiacciai” sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano ha l’obiettivo di monitorare l’evoluzione dei ghiacciai della Lombardia, partendo da quelli dell’Alta Valtellina: il Ghiacciaio Dosdè Orientale nel Gruppo Piazzi-Campo, il primo dove sono state testate strategie di protezione glaciale, o il Ghiacciaio dei Forni, uno dei giganti delle Alpi italiane, monitorato continuamente dal 2005 ad oggi grazie a delle stazioni di rilevamento meteo atmosferiche galleggianti.

I ghiacciai alpini sono considerati tra i più affidabili indicatori delle variazioni climatiche e sono pertanto al centro dell’attenzione della comunità scientifica che vuole quantificare la rapidità e l’intensità della loro riduzione. Gli studi effettuati dall’Università di Milano sul Ghiacciaio dei Forni, dove da 15 anni una stazione meteorologica galleggiante supraglaciale è attiva e rileva dati che descrivono la radiazione solare e atmosferica, hanno permesso di quantificare l’energia disponibile per la fusione di un ghiacciaio. Grazie a questi dati è possibile conoscere di quanto si assottiglia il ghiacciaio a scala oraria, giornaliera, mensile e annuale. Ogni anno il ghiacciaio dei Forni sulla sua lingua perde tra i 6 e gli 8 m di spessore, l’equivalente dell’altezza di una villetta a due piani, che corrispondono a poco meno di 100 m di spessore perso in 15 anni.

Oltre a studiare i ghiacciai sul campo, attraverso misure e strumenti collocati sulla loro superficie, i ricercatori utilizzano anche i satelliti e le immagini da questi acquisite. Grazie al telerilevamento è stata anche realizzato il primo catasto di tutti i ghiacciai alpini aggiornato all’ultimo decennio, basato sui dati satellitari acquisiti nel periodo 2015-2017 dall’agenzia spaziale Europea (ESA).

Si tratta del primo studio in cui vengono censiti nello stesso momento tutti i ghiacciai alpini utilizzando una metodologia condivisa e pubblicata in modalità open access per garantire l’accesso a tutti i ricercatori e al grande pubblico. Ottenere degli inventari dei corpi glaciali precisi e aggiornati è importante per valutare il regresso dei ghiacciai nel tempo e sviluppare modelli previsionali per ottenere indicazioni sulla sensibilità dei ghiacciai ai cambiamenti climatici e le conseguenze per la disponibilità di acqua, con l’obiettivo di progettare strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Il catasto è stato prodotto da svizzeri, francesi, austriaci e italiani. Per l’Italia hanno lavorato al progetto i ricercatori della Statale di Milano.

I ghiacciai sono stati riconosciuti e mappati sulle immagini satellitari Sentinel 2 ad alta risoluzione con un approccio innovativo che ha permesso di identificare automaticamente 4.395 ghiacciai sulle Alpi, estesi su una superficie totale complessiva di 1806 km2, distribuiti per il 49,4% in Svizzera, 20% in Austria, 12,6% in Francia e 18% in Italia, con 325 km2. Lo studio ha confermato il ritiro dei ghiacciai negli ultimi decenni, con perdita di circa il 13.2% della loro superficie negli ultimi 10 anni, con un tasso di perdita medio annuo dell’1,1%. Dal 1959 ad oggi la superficie persa dai ghiacciai italiani è pari a 200 km2, un’area confrontabile con quella del Lago Maggiore.

Dal 2007 Levissima sostiene queste ricerche, di campo e di laboratorio, attraverso la formazione di giovani ricercatori che stanno studiando i ghiacciai delle Alpi, insieme ai colleghi di tutta l’Europa, per quantificarne le variazioni superficiali e le conseguenti modificazioni ambientali e gli impatti sui deflussi idrici derivanti. Molti dei giovani ricercatori sostenuti da Levissima attraverso borse di studio hanno poi trovato una stabile collocazione in prestigiosi centri di ricerca italiani ed europei, non solo risultati scientifici ma anche capitale umano che sta contribuendo allo sviluppo della ricerca glaciologica e degli impatti dei cambiamenti climatici sulla montagna glacializzata italiana.

La tutela e lo studio dei ghiacciai sono solo alcuni degli impegni di Levissima nell’ambito dello sviluppo sostenibile. La gestione responsabile della risorsa acqua, il rispetto della biodiversità e la continua ricerca di innovazioni per la riduzione dell’impatto ambientale, dai trasporti agli imballaggi, ai sistemi produttivi, sono parte dell’impegno di Levissima su cui si fonda REGENERATION, il progetto di sostenibilità di Levissima. Per creare insieme un impatto positivo, in una logica di economia circolare, viene promosso un uso responsabile delle risorse naturali: a cominciare proprio dalla plastica delle bottiglie (PET) di Levissima, che se gestita adeguatamente diventa una vera e propria risorsa.

Inoltre, il sostegno al territorio montano si evidenza anche nella valorizzazione economica e turistica delle aree dove sono presenti le fonti dell’acqua minerale. Così, in Valtellina, il brand ha realizzato Levissima 3000, uno Chalet che si integra alla natura circostante, grazie alla sua configurazione e all’impiego di materiali naturali e rigorosamente locali, per ridurre al minimo l’impatto ambientale. Inoltre, sarà realizzato un Bivacco costruito con componenti in plastica rigenerata, dedicato a tutti gli appassionati di hiking e natura, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio.

Grazia Coppola

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