Il comitato a difesa della Sanità di Montagna legge con profondo rammarico la posizione dei presidenti delle Comunità Montane di Tirano, Morbegno, Sondrio e Chiavenna, riguardo l’encomiabile operato dei sei Sindaci dell’Alta Valle. I Sindaci avevano infatti disertato solo pochi giorni prima un incontro a tema Olimpiadi con l’assessore Massimo Sertori, in assoluta coerenza con la decisione assunta pochi giorni prima: interrompere ogni interlocuzione con Regione Lombardia. Le motivazioni che hanno portato a tale scelta sono già note: la giunta regionale si era dimostrata ampiamente incapace di gestire le risorse del territorio, in particolar modo riguardo all’Ospedale Morelli, lasciando il territorio dell’Alta Valle completamente sguarnito di un ospedale funzionante ed il resto della provincia al collasso, durante questa seconda ondata di pandemia.

Le olimpiadi si svolgeranno e non subiranno certamente danni o turbamenti a causa dell’operato dei Sindaci dell’Alta Valle che chiedono a gran voce: prima la salute e la sanità, dopo tutto il resto. Le Olimpiadi – proprio come dicono i presidenti delle Comunità Montane – rappresentano sì un evento unico ed irripetibile, capace di promuovere tutto il territorio. Ma questo non significa che nel frattempo si possa far finta di non vedere quel che sta succedendo. La situazione sanitaria provinciale è a dir poco disastrosa e questo non riguarda solo l’Alta Valle, bensì tutta la provincia. Ci si domanda anzitutto se i signori presidenti firmatari della missiva abbiano vista tale situazione e quale sia il loro operare in tutela dei rispettivi territori e cittadini.

La scelta dei Sindaci dell’Alta Valle non è una semplice presa di posizione, ma è la conseguenza di un tentativo di dialogo durato mesi. Regione Lombardia ha operato in maniera poco lineare né trasparente: si ricordi il risultato della Mozione Usuelli del 4 maggio per il ripristino immediato dell’Ospedale Morelli, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale ma alla quale la giunta di Fontana non fece alcun seguito. Si ricordi altresì l’incontro al Palazzo della Regione datato 11 giugno, dove il presidente Fontana e l’assessore Gallera garantivano (solo a parole, ma non nei fatti che seguirono) l’immediato ripristino delle Alte Specialità a Sondalo e l’apertura del 6° e 7° padiglione per i pazienti Covid, come già indicato nel 2° documento del comitato scientifico, per scongiurare l’utilizzo del 1° e 4° padiglione in un pericoloso regime di promiscuità, poi avvenuto. Per ultimo, la recente proposta di apertura al dialogo da parte dell’assessore Sertori. Prendendone atto, i Sindaci avevano richiesto e tuttora chiedono di stilare con un atto di indirizzo il pattuito, ma anche qui si assiste all’inadempienza di Regione Lombardia nel passare dalle parole ai fatti.

Un’azione, quella dei Sindaci dell’Alta Valle, che ha raccolto il pieno ed incondizionato appoggio della cittadinanza: non solo del proprio territorio, ma di tutta la provincia. Numerosi interventi di supporto sono infatti giunti anche da Tirano, Sondrio, Morbegno e da Chiavenna, dove gli ospedali sono egualmente al collasso e i cittadini in concreta situazione di rischio per la salute. Il vero divario non è, come vorrebbero erratamente dimostrare i signori Presidenti delle Comunità Montane, quello fra Valtellina e Valchiavenna, e neppure fra Alta e Bassa Valle. Il vero divario che esiste oggi è fra i cittadini e le istituzioni che – almeno in teoria – li rappresentano. Il vero divario è fra le Comunità Montane di Sondrio, Morbegno, Chiavenna e Tirano, ed i rispettivi cittadini. Il divario che è esiste è quello fra la realtà dei fatti e la visione che la miope politica della giunta regionale, con Massimo Sertori, vogliono raccontare e farci credere. I presidenti delle Comunità Montane con le loro affermazioni altro non fanno che difendere questa errata visione ed impostazione, che ha avuto e sta avendo delle conseguenze drammatiche a spese dei cittadini di tutta la provincia. Si registrano infine dei comportamenti per nulla positivi da parte di chi dovrebbe unire il nostro territorio, e non dividerlo. E’ questo il caso del vice Sindaco di Chiavenna, Davide Trussoni, il quale alla notizia dell’incontro Olimpiadi disertato dai Sindaci dell’Alta Valle scriveva sul proprio profilo Facebook: “La Valchiavenna ha i progetti pronti…noi siamo sempre disponibili!”. Che le Olimpiadi si svolgeranno in Alta Valtellina è fuori discussione; ci si chiede quindi con quale fine si fomenti un clima di tensione e divisione, illudendo al contempo i cittadini Chiavennanschi di un futuro che, allo stato attuale, non è né probabile, né possibile.

 

Andrea Terzaghi – Presidente del Comitato a Difesa della Sanità di Montagna

 

 

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