La 18a tappa del Giro d’Italia sul percorso Pinzolo-Cancano ha avuto un esito per niente scontato, il che ha contribuito a rivitalizzare un Giro un po’ in debito di interesse. Chi sperava in un attacco dello squalo Nibali ai 2758 metri dello Stelvio è rimasto deluso: il siciliano ha accusato oggi un distacco di 4’51” e ha perso un’ulteriore posizione nella generale, il che lo relega piuttosto lontano da ogni possibile rientro. Ma sicuramente non sono mancati i colpi di scena in questo “tappone alpino”, a cominciare dal cambio della maglia rosa che scivola dalle spalle di Almeida (oggi nelle retrovie insieme a Nibali) a quelle di Kelderman. L’olandese della Sunweb sui temibili tornanti dello Stelvio perde la testa della corsa, ma riesce a mantenersi sulla scia dei fuggitivi ossia il compagno di squadra Hindley (che in volata si prenderà la vittoria di tappa) e il duo della Ineos Grenadiers (Geoghegan Hart e Dennis), che hanno macinato il ritmo sulle prime rampe dello Stelvio contribuendo a sfoltire il gruppone e a creare le premesse del ribaltone finale di classifica. Tiene anche il portoghese Bilbao, che chiude la tappa in terza posizione e si colloca al 4° nella generale (a 1’19”). Tutto può ancora succedere, dati i margini davvero esigui tra i primi quattro che guidano attualmente la generale: dopo Kelderman abbiamo a 12 secondi Hindley, a 15” Gedghegan Hart, a 1 minuti e 19 secondi Bilbao. Sicuramente ci sarà “bagarre” nei prossimi giorni.

Così Nibali: “È stata una stagione strana e particolare, con i piani scombinati. Onore ai giovani che hanno dimostrato di saper andar forte e di tener duro, è stato sicuramente un Giro con molte sorprese, con le medie molto alte. Nei prossimi giorni esploderà la gara per il titolo finale”.

Una giornata incredibile, ma anche tanta sofferenza per arrivare a questa maglia rosa” – dice Kelderman, che ora si vuole godere questa vittoria. Ed è una vittoria anche per l’Alta Valle, che ha dimostrato di possedere le risorse giuste per elettrizzare la corsa rosa; non a caso la vetta dello Stelvio, che anche oggi ha fatto la differenza e scombinato ogni previsione, è intitolata a Fausto Coppi: due giganti – Coppi e lo Stelvio – che simboleggiano quanto di leggendario e di bello rappresenta questo sport. Tanti, tantissimi i ciclisti che oggi hanno voluto ripercorrere i medesimi chilometri dei “girini”: sin dal primo pomeriggio le strade si sono riempite di biciclette di ogni tipo e, in mancanza del sole di primavera, ci hanno pensato i tifosi a riscaldare i corridori con le loro incitazioni e la loro simpatia.

Domani ancora tanta Valtellina per questo 103° Giro d’Italia: la corsa, infatti, partirà da Morbegno per approdare ad Asti, dopo 258 km che attraversano tutta la Pianura Padana e costituiscono la tappa col maggior sviluppo chilometrico del 2020.

 

Anna

 

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