Il Rinascimento in Italia corrisponde a un’epoca di grande creatività e di dinamismo: tradizionalmente si suole contrapporre al periodo buio che lo aveva preceduto, i secoli del medioevo che si ritenevano (a torto) dominati dalla “barbarie”, ma il suo vero significato si esplicò in maniera consapevole solo molto più tardi, con una fioritura che dalla cultura e dall’arte si estese a ogni settore della vita dell’uomo. Parlare oggi di Rinascimento si può e si deve, soprattutto dopo l’avvento del Covid; senza necessariamente aspirare a cambiare il mondo, ciascuno può – a modo suo – sperimentare una propria rivoluzione e provare a condividerla con gli altri. Se il messaggio sarà potente, se l’esempio sarà vigoroso, se l’ideale di partenza sarà valido… perché non farlo nostro?

Un esempio di “Rinascimento” ce lo offre Frederik Backelandt, giornalista delle Fiandre, caporedattore della rivista sportiva “Grinta!”, ciclista e scrittore (bimestrale da 20mila copie a numero), che ha pedalato nell’ultima settimana sul tracciato delle 7 gran fondo ciclistiche italiane entrate nella top gamma di eccellenza: “Felice Gimondi” a Bergamo, “La Fausto Coppi” a Cuneo, “Alè Merckx” a Verona; “Nove Colli” a Cesenatico; “Sportful” a Feltre; “Maratona dles Dolomites” a Corvara, chiudendo con la “Stelvio Santini” a Bormio. Lo abbiamo incontrato all’hotel Funivia, dove Frederick è di casa grazie ai rapporti di amicizia che si sono instaurati sul filo comune della bicicletta.

Allora, Frederick, la conclusione di questa settimana non è stata “gloriosa” dal punto di vista meteorologico, però è stata senza dubbio un’impresa da ricordare!

Purtroppo le ultime due tappe sono state guastate dal maltempo, che ci ha costretto a delle variazioni rispetto al programma originale. Infatti oggi [domenica 4 ottobre, nda] sullo Stelvio c’era la neve! Però questo non scalfisce il progetto “Rinascimento”, che è nato per portare un messaggio di speranza nell’era post-covid.

Spiegaci come nasce l’idea di “Rinascimento”

Quando, nei mesi più tragici della primavera 2020, abbiamo visto le immagini dell’Italia devastata dal coronavirus, per noi è stato uno shock immenso… Per i belgi l’Italia è un posto speciale: siamo profondamente legati al vostro paese sotto tanti aspetti e non solo dal punto di vista sportivo (pensiamo alla storia dell’emigrazione italiana in Belgio). Mi sono subito chiesto se il legame tra Belgio e Italia si potesse in qualche modo mantenere vivo anche in condizioni straordinarie come quelle di quest’anno, in cui le drastiche misure di emergenza adottate hanno azzerato quasi totalmente gli eventi. Il mio sentimento di partecipazione e di premura verso l’Italia era tale che ho pensato a questo progetto: un “Rinascimento”, sulle tracce di 7 grandi eventi ciclistici cancellati, per significare la ripartenza e testimoniare la volontà degli italiani di guardare avanti.

In realtà il tuo “Rinascimento” va ben oltre il coronavirus e si riallaccia addirittura a Fausto Coppi…

Sì, io sono un grandissimo fan di Fausto Coppi e si può dire che la mia passione per il ciclismo sia decollata dopo aver visto il film “Il grande Fausto”. Per me Coppi è l’essenza del campione moderno, le sue gesta e soprattutto la sua vita furono tali da renderlo “mitico” e ancora oggi è percepito come una figura attualissima. Uno dei suoi capolavori sportivi lo firmò proprio sullo Stelvio nel 1953: per la prima volta il passo fu inserito nel Giro d’Italia e la tappa Bolzano-Bormio fu vinta trionfalmente da Coppi. Trovo che ci siano delle forti analogie tra la situazione vissuta in Italia nel dopoguerra e quella di oggi: anche allora l’Italia usciva da una condizione drammatica, cercava la strada per la sua rinascita e il ciclismo poteva servire a farne dimenticare le brutture, la miseria e a proiettare la gente verso qualcosa di migliore, di positivo. Il progetto ciclistico di “Rinascimento” va in questa direzione: vorrei dare un segnale positivo, di speranza dopo la “guerra” determinata dal covid.

Quindi il “Rinascimento” come filo conduttore nel dopoguerra e nel dopo-covid

Certo, e non parlo solo di rinascita economica ma anche di una rinascita morale. Uno degli obiettivi che mi sono posto in questa settimana è stato quello di parlare con la gente del posto per provare a capire la loro situazione e il loro stato d’animo. Ho trovato ovunque gente che ha sofferto o che è in forte difficoltà, ma lo spirito prevalente su tutto è quello di voler guardare avanti. Io vorrei farmi portavoce di questa volontà, vorrei che potessimo tornare presto a pedalare sulle vostre splendide salite ciclistiche!

È incredibile scoprire quanta passione abbiate per il nostro territorio! Sono convinta che voi lo apprezzate molto più di tanti “autoctoni”…

Noi belgi siamo un popolo di ciclisti e scoprire le vostre salite e i vostri passi alpini è stato meraviglioso, ci ha aperto un orizzonte di possibilità e di divertimento… tante agenzie in Belgio lavorano per portare i ciclisti in Italia! Quando nel 2012 il belga Thomas De Gendt vinse la tappa Falzes-Passo dello Stelvio con arrivo alla cima Coppi dopo 219 km, per noi è stato un momento di esaltazione e di orgoglio incredibile; qualche giorno dopo, poi, De Gendt concluse il Giro al terzo posto sul podio ed erano 20 anni che un belga non otteneva un risultato così importante in una grande corsa.

Ora che hai finito di pedalare, il progetto “Rinascimento” prosegue?

Certamente! Anzitutto dopo questa settimana dedicheremo degli speciali a queste Gran Fondo e al loro territorio: useremo tutti i nostri canali media e sulla rivista Grinta! pubblicheremo delle puntate con tante fotografie. Il fotografo David Stockman ci ha seguito, ha immortalato i paesaggi, le scalate, ha sviluppato diversi video. Inoltre, c’è ancora attiva la raccolta fondi per il restauro del museo “Casa Coppi”.

In cosa consiste?

Sul nostro sito Grinta! si possono trovare maglie e cappellini del progetto “Rinascimento”, che nella grafica si è ispirato alla maglia tricolore che Gino Bartali e Fausto Coppi indossarono al Tour de France nel 1949, in rappresentanza dell’Italia. Inoltre sarà possibile acquistare opere artistiche ispirate al mondo del ciclismo realizzate appositamente da Karl Kopinsky. Il ricavato sarà donato al museo della casa natale di Coppi a Castellania (AL). Il progetto all’origine prevedeva la suddivisione dei fondi raccolti tra Casa Coppi e il museo dedicato a Gino Bartali, ma per quest’ultimo abbiamo avuto qualche problema ed è saltato tutto.

C’è un’Italia che non vuole lasciarsi andare: Frederik l’ha toccata, l’ha vissuta e la racconterà ai suoi connazionali con tutto il suo calore e la sua empatia.

 

Anna

Foto: David Stockman

 

Ulteriori informazioni:

https://www.facebook.com/frederik.backelandt

https://www.facebook.com/grintamagazine/posts/10157495227521016

https://www.grinta.be/nl/actua/nieuws/aftellen-naar-rinascimento?fbclid=IwAR07Efn1z338bMkcmYZ66JRCJZBkM1JNH9ThVOPSt1vmIftKZez_JM7Zmec

https://karlkopinski.com/gallery-category/cycling/

 

 

 

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