Fino all’Ottocento i boschi dell’Alta Valle furono oggetto di un intenso quanto irrazionale sfruttamento, non solo legato all’autoconsumo ma soprattutto a scopo commerciale: molti imprenditori, infatti, acquistavano il diritto di procurarsi legname nei boschi comunali per poi trasportarlo nei centri industriali, dove sarebbe stato utilizzato come materia prima. Ovviamente la conduzione di enormi quantità di “borre” avveniva con metodi artigianali e – nella fattispecie – attraverso l’unica via di comunicazione utilizzabile per questo scopo, cioè il fiume Adda. Questa pratica prendeva il nome di flottazione ed era praticata ovunque, nonostante le evidenti difficoltà e i molteplici danni arrecati dai tronchi galleggianti. Una delle più imponenti flottazioni nel nostro territorio riguardò il Bosco del Conte: circa 30.000 borre di legno dalla val Viola di Semogo fino a Tirano ad opera della ditta Pellegrini-Bonsignori-Compagni di Milano, condotte lungo il fiume dai cosiddetti “borellai” che avevano il compito di evitare ammassamenti di legname e di difendere ponti, argini, terreni. Il compianto Antonio Boscacci, inoltre, ricostruisce anche la flottazione che interessò il comune di Sondalo per iniziativa di alcune società della Bassa Valle.

 

Anna

 

A. BOSCACCI, Il taglio del Bosco del Conte e la flottazione del legname fino al lago di Como, Bollettino n. 4/2001

http://www.cssav.it/wp-content/uploads/2017/02/Bsav04_08-Boscacci-Taglio_bosco_del_Conte.pdf

 

Foto tratta dal Dizionario Storico della Svizzera, Berna: “Boscaioli nella valle di Turtmann. Fotografia di Pierre Odier, 1910 (Médiathèque Valais, Martigny). Sito www.hls-dhs-dss.ch

 

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