L’ermellino, piccolo e grazioso mustelide bianco, è leggendariamente ritenuto in tutto il Livignasco un animale dispettoso e vendicativo. A Trepalle – in aggiunta – il timore dell’ermellino si rivela assai più ampio e articolato sino a ritenerlo dotato di poteri demoniaci. Credenze che si perdono nella notte dei tempi e che Emanuele Mambretti ha raccolto prima che vengano disperse dalla frenesia moderna, che irride queste forme di ingenua credulità e le accantona come espressioni di un mondo ormai passato. Tuttavia, pur nella loro fantasia, queste credenze rimangono importanti testimonianze da preservare proprio perché condizionarono e permearono al vita dei nostri antenati: non potremmo comprenderla senza considerarne ogni aspetto! Ecco allora una sfilza straordinaria di racconti e aneddoti sull’ermellino, il divieto di toccarlo, i consigli per non inimicarselo e, nel caso malaugurato di averlo infastidito, le ritorsioni che l’animale volutamente causava agli alimenti, agli animali e persino agli uomini, (si riteneva, infatti, che il suo morso fosse velenoso!). E, come tutti gli spiritelli leggendari, era dotato persino del potere di “sparire e ricomparire poco dopo, come per magia, in un altro luogo”.

 

Anna

 

E. MAMBRETTI, Al pur lorìn: il piccolo demone bianco di Trepalle, Bollettino n. 7/2004

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